Le prove sono state decisamente ridotte, questo venerdì a Sepang, vuoi per la pista bagnata della prima sessione (partita con mezz'ora di ritardo) vuoi per l'incidente a Romain Grosjean che ha decurtato di altri 20 minuti la seconda sessione. L'evento che ha determinato la bandiera rossa a chiudere anticipatamente il turno è stato piuttosto "brutto": Valtteri Bottas nel percorrere il cordolo interno di curva 13 ha sollevato il coperchio di un tombino di drenaggio, sfiorato per poco da Kimi Raikkonen che seguiva da vicino. Purtroppo Grosjean non se n'è accorto per tempo, e colpendolo ha distrutto la gomma posteriore destra finendo senza controllo, e ancora con una certa velocità, contro le barriere esterne.

Un incidente abbastanza preoccupante nella sua dinamica (considerando anche il fatto che siamo su un tracciato permanente) che non ha causato lesioni al pilota francese ma che poteva risolversi pure in modo peggiore. Non a caso Felipe Massa, che seguiva Romain, ha commentato: «Ho già preso una molla in testa, un tombino sarebbe troppo…». Fortunatamente, comunque, il tutto si è risolto solo con grossi danni alla Haas numero 8, a prima vista riparabili in tempo per le ultime prove del sabato mattina (per quanto Steiner non ne fosse ancora sicuro). Anche la situazione dei tombini dovrebbe venire risolta per tempo: abbiamo già visto gli addetti della pista armeggiare con dei saldatori…

Nel ridotto tempo disponibile in pista, con il fondo asciutto la Ferrari si è dimostrata subito "a posto": veloci subito con le gomme soft, velocissime poi nelle simulazioni di qualifica con le supersoft. Sebastian Vettel ha fatto ottimi giri dopo aver trovato traffico nel primo, mentre Kimi Raikkonen è 2° a 6 decimi ma il distacco è frutto di un giro perfettibile. Ben messe anche le Red Bull, che nella sessione sul bagnato hanno fatto valere il loro carico aerodinamico, ma anche sull'asciutto si sono dimostrate ben bilanciate: infatti dietro le Ferrari ci sono le RB13 con Daniel Ricciardo e Max Verstappen separati di 1 solo centesimo, a 8 decimi da Vettel.

Su questo tracciato dove conta il motore, ma ancor di più trovare un buon compromesso di assetto tra parte mista e parte veloce, le Mercedes sono invece sembrate ancora lontane da una messa a punto decente. Nelle mani di entrambi i piloti sono apparse instabili e sensibili ai cordoli, tanto che non solo Lewis Hamilton e Valtteri Bottas non sono andati più in là del 6° e 7° tempo (staccati di ben 1"4 dal vertice) ma hanno anche commesso errori "pesanti". Tuttavia riteniamo improbabile che i tecnici Mercedes non riescano a migliorare la situazione una volta esaminati tutti i dati disponibili, per cui attendiamo i tedeschi al riscatto nell'ultima sessione di prove libere.

Per quanto riguarda "gli altri" al di fuori dei tre top team, ha impressionato Fernando Alonso, per di più in entrambe le sessioni: se in quella bagnata era quasi scontato che il "piede" potesse esprimersi realizzando il 3° tempo, stupisce di più che sull'asciutto il pilota asturiano abbia portato la sua McLaren addirittura al 5° posto, davanti alle Mercedes. Insomma, non sembra proprio che le motivazioni e la "voglia di spingere" siano venute meno, nonostante tutti i problemi della squadra.
Bene, sebbene non così tanto, anche Force India e Renault, che con i loro piloti occupano dall'ottava all'undicesima posizione, alternando Sergio Perez, Nico Hulkenberg, Esteban Ocon e Jolyon Palmer.

L'opposto invece per Toro Rosso e Haas, a prescindere dall'incidente: entrambi i team hanno avuto notevoli problemi di assetto, ma anche per loro vale il discorso già fatto per Mercedes, sulla possibilità di trovare il bandolo della matassa prima delle qualifiche. Meno recuperabile sembra invece la situazione della Sauber, con entrambi i piloti decisamente in fondo a circa 4 secondi dal vertice: torneremo a vedere il rischio di non passare il 107% in qualifica? Vedremo domani come si sarà evoluta la situazione, anche quella meteo, che appare negativa soprattutto per la gara.

I TEMPI DELLE PROVE A SEPANG