Spezza il tabù che lo voleva “storicamente” protagonista di gare mai degne di nota a Montecarlo. Pierre Gasly cambia segno ai risultati negativi centrati nelle formule minori e porta la Toro Rosso al settimo posto nel GP di Monaco. Seconda miglior prestazione stagionale, dopo l'esaltante quarto posto del Bahrain. Solo Esteban Ocon davanti, tra le monoposto di quel centro gruppo così ravvicinato e rimescolato nei valori di gara in gara. Se a Barcellona era stata Haas a prendersi gli onori con Kevin Magnussen, il team statunitense fatica nel Principato, mentre si rilanciano Force India e Toro Rosso.

Le voci di mercato continuano a interessare il futuro di Brendon Hartley, centrato dalla Alfa-Sauber di Charles Leclerc nelle battute conclusive, con la monoposto del pilota monegasco condizionata da un problema ai freni. Alcune indiscrezioni (smentite) vorrebbero il sedile di Hartley a rischio già nella prossima trasferta in Canada. Per Gasly, invece, l'arrivo a punti consente di agganciare in classifica Piloti Sainz e Magnussen, adesso davanti rispettivamente di 2 e 1 punto. Un week end di assoluta competitività, quello Toro Rosso, espressa sin dalle libere e proprio Hartley si è rivelato in gran forma, staccando la settima prestazione al sabato mattina. Gasly in vista al pomeriggio, la decima piazza in griglia, dalla quale costruire l'arrivo a punti in gara, sfruttando uno stint lunghissimo su gomma Hypersoft: nessuno come lui, 37 giri che sono valsi la posizione conclusiva, approfittando del ritiro di Alonso.

Uno sviluppo della corsa diverso da quello vissuto dai primissimi, a correre su un ritmo molto lento per i problemi sulla Red Bull. Gasly racconta di un altro film, dalla sua prospettiva: esaltante. «Davvero, guidare su questa pista con queste macchine è puro divertimento. Sono felicissimo di concludere il week end con un settimo posto e dei punti. Dal punto di vista mentale è una gara molto lunga, perché in 78 giri su questa pista a queste velocità devi essere davvero concentrato poiché è un attimo commettere un errore. Non è stato facile, alla fine però la macchina è stata grandiosa ed è l'aspetto più positivo. Spero riusciremo a mantenere questo passo nelle prossime gare», racconta Gasly.

Montreal l'appuntamento che aspetta. E si aspettano sviluppi sulla power unit Honda, necessari vista la sequenza di piste esigenti che si andranno ad affrontare: Canada, Francia, Austria, Gran Bretagna e Germania.

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«Partendo decimo sapevo sarebbe stato difficile, ma la macchina era semplicemente così veloce! Ho provato a gestire le gomme sin dall'inizio, poi quando ho avuto pista libera ho potuto spingere al massimo perché ero a mio agio con la macchina. Siamo riusciti a uscire dal pit davanti agli altri e ho lottato per tenere Hulkenberg dietro, sappiamo che è difficile superare a Monaco», ripercorre il GP, Pierre e incassa i complimento di Franz Tost: «Ha fatto un lavoro fantastico, ha controllato la gara dall'inizio e si è preso davvero cura delle gomme, da gran professionista se consideriamo che era la sua prima Monaco su una monoposto di Formula 1».

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