Weekend abbastanza intenso, quello di Montecarlo, per i Commissari Sportivi, che in questa occasione erano Tim Mayer (figlio di Teddy, fondatore McLaren, e organizzatore in Usa), José Abed (vicepresidente Fia) e Mika Salo (ex pilota F1) ad affiancarsi all'ormai consolidato direttore di gara Michael Masi più il "vice" Eric Barrabino. Si parte al giovedì con una serie di multe per eccesso di velocità in pitlane (che a Montecarlo viene abbassata a 60 km/h rispetto ai soliti 80 km/h) a Leclerc, Vettel e Hamilton, rispettivamente per 300, 300 e 400 euro.

La prima decisione seria è però al sabato, per il comportamento di Leclerc in regime di virtual safety car dopo l'incidente a St. Devote (curva 1) di Vettel. In questa occasione i Commissari hanno riconosciuto che il segnale di VSC era apparso a Charles tra curva 1 e 2, dopo che il monegasco aveva già rallentato in modo adeguato nell'affrontare curva 1 dove c'era la macchina di Seb ferma. Tuttavia, per quanto Leclerc avesse continuato ad andatura tutt'altro che "racing", non era stato abbastanza lento da stare sopra al tempo imposto nel resto del giro (fino a curva 8, Portier) come vuole l'art.40.5 del Regolamento Sportivo. I Commissari hanno dunque punito la violazione, però riconoscendo tutte le attenuanti possibili a partire dal fatto di non aver avuto alcun vantaggio pratico né aver causato pericolo, limitandosi a un richiamo ufficiale (è la prima reprimenda della stagione per Charles).

In qualifica ci sono poi stati due episodi di ostruzione: in Q1 da parte di Giovinazzi su Hulkenberg, in Q2 da parte di Gasly su Grosjean. Pur riconoscendo che gran parte della responsabilità fosse dei rispettivi team che avevano avvertito troppo tardi i loro piloti (Montecarlo è una pista dove gli specchietti risultano quasi inutili) i Commissari non hanno fatto sconti applicando il regolamento (art.31.5) alla lettera: 3 posti indietro nello schieramento e 1 punto di penalità, per entrambi.

Sempre in qualifica, vi sono un paio di episodi di "salto del peso", in particolare con Leclerc e Perez. In questo caso però la direzione di gara ha riconosciuto che la posizione del semaforo in ingresso pitlane e le tempistiche del suo azionamento non erano adeguate, per cui visto che comunque le macchine erano state bloccate il prima possibile e subito riportate alla bilancia, entrambi i piloti sono stati scagionati.

Veniamo quindi alla gara, dove Leclerc e Giovinazzi sono di nuovo subito sotto osservazione per aver tagliato oltre il primo cordolo al via. In questo caso viene riconosciuta la situazione difficile "di traffico" alla prima curva, e non si procede ulteriormente.

Si arriva in seguito all'episodio "principe": l'incidente in pitlane tra Verstappen e Bottas. Una tipica situazione di "unsafe release" da art.28.13.a che viene dunque punita con 5 secondi e 2 punti di penalità per il pilota olandese (che ha collezionato 7 punti negli ultimi 12 mesi). In proposito va evidenziato che i Commissari non hanno stigmatizzato tanto la tempistica di rilascio dalla piazzola Red Bull (del resto non sarebbe la prima volta che qualcuno viene fatto ripartire con un altro pilota a fianco in "fast lane" della pitlane) quanto il fatto che Max avesse continuato verso destra fino al contatto con Valtteri, nonostante avesse lo spazio per evitarlo. L'olandese si è scusato con il fatto di non aver visto il rivale, ma ovviamente questa non è una giustificazione accettabile per gli ufficiali di gara. Curioso che nel primo comunicato, poi corretto, i Commissari avessero confuso il numero di Bottas (77) con l'88 di Kubica.

In seguito Verstappen è finito di nuovo sotto investigazione per la ruotata a Hamilton al terzultimo giro. In questo caso i Commissari hanno deciso di lasciar correre visto che non ci sono stati danni né vantaggi per nessuno dei due piloti e che "entrambi hanno fatto il possibile per mitigare le conseguenze del contatto".

Durante la gara sono stati dati inoltre 10 secondi a Giovinazzi (e 2 punti) per il contatto che alla Rascasse ha mandato in testacoda Kubica, 5 secondi (e 1 punto) a Stroll per un taglio di chicane in cui ha tratto vantaggio, nonché 5 secondi (più 1 punto) a Grosjean per aver superato la linea di uscita pitlane in gara. Anche il canadese e il francese sono a quota 7 punti negli ultimi 12 mesi.

Ma non è finita qui, perché il lavoro della direzione di gara è proseguito anche dopo la bandiera a scacchi, tanto che la classifica ufficiale definitiva del Gran Premio è stata stilata con ben 3 ore e mezza di ritardo. Concludendo con la penalità di 5 secondi e 1 punto a Magnussen perché nel difendersi da un attacco di Perez alla chicane aveva tagliato troppo. Infatti gli steward hanno riconosciuto la necessità di bypassare il secondo cordolo apicale per evitare un contatto, solo che poi Kevin aveva proseguito il taglio sul terzo cordolo guadagnando molto più terreno ed evitando così di essere superato.