Mentre Pirelli scende in pista al Paul Ricard lavorando su due fronti, sviluppo delle gomme 2020 e primi chilometri con le gomme da 18 pollici in vista del 2021, a Ginevra andrà in scena una riunione tra squadre, FIA, F1 e Pirelli per lavorare sul fronte gomme e sui punti ancora da definire, relativamente al regolamento 2021.

Si attendono sviluppi sulla possibilità di organizzare un ulteriore test dedicato allo sviluppo 2020 a ottobre, per assicurare che gli obiettivi posti dalla FIA sulle caratteristiche delle gomme vengano centrati: pneumatici a basso degrado, ancora minore rispetto ai valori attuali, ridurre il surriscaldamento, oltre al punto centrale di una finestra di funzionamento che risulti più ampia di quanto non sia accaduto quest’anno. 

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Con ancora un test da effettuare, Ocon alla guida della Mercedes, Sirotkin su Renault con le 18", si andrà alla ricerca  di un accordo per un supplemento di prove prima di finalizzare le costruzioni da proporre il prossimo anno.

PARTI STANDARD, LA POSIZIONE FERRARI

Altro punto sensibile della riunione di Ginevra, con l’orizzonte spostato al 2021, sarà il tema della standardizzazione delle componenti. La posizione critica della Ferrari è nota, ribadita da Mattia Binotto nel corso del week end di Monza, secondo il quale è già sufficiente il tetto di spesa annuale, valore massimo sul quale si posizioneranno tutti i grandi team.

Crediamo che la standardizzazione possa anche rappresentare un rischio per la Formula 1 in futuro, perché non si conosce quale sia il livello di affidabilità delle componenti nella primissima fase. Se guardiamo alla Formula 2 abbiamo anche vissuto tale situazione sulla frizione standard.

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Per molte gare sono stati costretti a partire dietro la Safety Car perché la frizione non era abbastanza affidabile.

Possiamo accettare la standardizzazione ma dobbiamo assicurarci che sia anzitutto affidabile, che il livello qualitativo sia quello giusto e il livello di prestazione quello che ci si attende da una Formula 1. E, ancor di più, dobbiamo assicurarci di non avere costi extra indiretti dallo sviluppo di un componente standard”, ha commentato Binotto.

“Crediamo che per gran parte dei pezzi standard proposti per il 2021 dovremo tutti riprogettare le macchine, garantirci che, quale che sia il nuovo componente, funzioni correttamente e questo rappresenta un costo supplementare”.