Le classifiche del GP del Giappone sono state ufficializzate al giro 52 anziché al 53esimo come previsto, tanto da "cancellare" gli effetti dell'incidente all'ultimo giro tra Sergio Perez e Pierre Gasly. Come mai? Una volta ottemperati i vari obblighi ufficiali (come le decisioni su Charles Leclerc) è stato lo stesso Michael Masi, il direttore di gara, a spiegare cos'è successo: i pannelli elettronici che fanno la funzione delle bandiere hanno mostrato l'arrivo con la grafica a scacchi un giro prima del dovuto al leader della gara, Valtteri Bottas.

«Al momento non ero sicuro che Valtteri avesse davvero ricevuto in anticipo il segnale – ha spiegato Masima poi un paio di team si sono fatti sentire via radio chiedendo come mai fosse apparso. Al momento li ho avvisati di continuare a correre sulla distanza prevista», ma poi il direttore di gara ha dovuto prendere atto della situazione e, a termini di regolamento, validare la classifica al giro in cui è stato esposto il segnale di fine gara, vale a dire il 52esimo.

A questo proposito, va rilevato che la bandiera a scacchi "reale" è stata sventolata effettivamente alla fine del giro 53, quello corretto. Tuttavia da inizio anno la "segnaletica ufficiale" è diventata quella elettronica, che ha priorità sulle bandiere sventolate dai commissari. Il paradossale è che questa regola è stata introdotta proprio per evitare il ripetersi di quanto successo nello scorso GP Canada 2018, quando la modella Winnie Harlow sventolò un giro prima la bandiera a scacchi, peraltro non per errore suo ma di chi le diede l'indicazione di farlo.

Ma allora, alla fine, perché il pannello a scacchi è stato acceso un giro troppo presto? La questione è stata messa sotto investigazione dalla Fia, però Masi ha rilevato: «Si è trattato di un errore di sistema. Non so anticipare qui e ora quale sia stata esattamente la parte che non ha funzionato correttamente, ma è qualcosa che analizzeremo e ovviamente rettificheremo, dopo aver investigato il tutto».