Dosare con cura. Una Formula 1 col contagocce nel 2020 ridurrà l’attività dei test invernali di due giornate, eliminerà le sessioni di test rookie durante l’anno e, tra le novità attese, modulerà diversamente il formato del week end di gara.

Il carico di lavoro per meccanici e chi si occupa della logistica sarà massimo con 22 GP in calendario e, tra le soluzioni più accreditate, si prospetta una riduzione dell’attività in pista al venerdì, conservando il programma su tre giornate di azione, fondamentali per gli organizzatori.

Con sempre minore attività da svolgere in pista, saranno i simulatori a incrementare il loro peso nel preparare i week end di gara.

IN QUALIFICA SENZA RIFERIMENTI

Tra i piloti, Carlos Sainz sposa l’idea di un programma dei Gran Premi meno denso: “Sono completamente favorevole a correre week end di gara accorciati. Abbiamo troppe prove e il week end di Formula 1 è un po’ troppo lungo, soprattutto con così tante gare.

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Io sono favorevole a ridurre il tempo destinato alle prove libere. Mi è piaciuto correre la qualifica senza disputare le libere 3 poche ore prima. È stato divertente dover sperimentare e andare al massimo in Q1 senza sapere davvero come si sarebbe comportata la macchina.

Penso che ne tragga beneficio lo spettacolo e, un week end più breve, ridurrebbe un po’ l’enorme lavoro che viene svolto dai componenti del team, soprattutto i meccanici”.

La qualifica merita il proprio spazio, “non sono d’accordo nello spostarle alla domenica, perché porta via lo spettacolo. Correndo le qualifiche al mattino e la gara poche ore dopo, non c’è davvero tempo per metabolizzare quanto sia intensa e bella la sessione di qualifica.

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Di solito, al sabato sera si parla molto delle qualifiche e crea molta attesa per la gara. Poi, domenica, si accumula tanta tensione, non correndo fino alle 14:00. Credo dovremmo mantenere tutto ciò”.