Giappone, ma soprattutto Messico e Stati Uniti, hanno riportato Renault nelle zone alte della battaglia tra le squadre di seconda fascia. Al netto del risultato di Suzuka, poi riscritto con l’esclusione di Ricciardo e Hulkenberg, la RS19 ha mostrato segni di competitività in gara.

Più costante e regolare McLaren nell’arco del campionato, prestazioni che hanno portato al quarto posto nel mondiale Costruttori, di fatto blindato a due gare dal termine.

In gara, a Austin, però, Daniel Ricciardo ha tenuto dietro Norris e Sainz - gara condizionata dal contatto con Albon, per Carlos -, a lungo con più ritmo salvo dover controllare il recupero di Norris nel finale, passato alla strategia su due pit-stop, marginalmente più veloce dalle simulazioni per lo sviluppo della corsa e il degrado registrato sulle gomme medie.

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L’analisi del pilota australiano sulle differenze che separano Renault e McLaren si concentra sul rendimento in qualifica e in gara: “Sento come se, guardando la McLaren, riescano a estrarre il tempo più facilmente dalla monoposto. La finestra della quale parliamo sembra essere leggermente più ampia per loro. Per questo in qualifica non siamo sempre in grado di estrarre il massimo dalla macchina, è più facile commettere un errore o non centrare perfettamente l’assetto”, riporta Racer.

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Una RS19 più difficile, progetto dal quale si andrà in un 2020 piuttosto diverso per concetti progettuali, questa l’indicazione emersa negli ultimi mesi.

Cala il ritmo aumenta la resa

Difficoltà di prestazione in qualifica che, in gara, svaniscono al rallentare del ritmo: In gara, una volta che cade il passo e non sei al limite della gomma, la nostra finestra di allarga in modo naturale, per questo siamo in grado di riavvicinarci a loro. Conosciamo alcuni dei motivi per i quali accade.

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E' molto incoraggiante essere stato il migliore degli altri, pensavo che la strategia su due pit fosse la più veloce e, quando Lando si è fermato per il secondo pit, temevo che gli ultimi giri non sarebbero stati troppo divertenti. Sull’ultima curva era incollato al cambio ma l’abbiamo controllato, ancora un giro e la tattica a due pit ci avrebbe battuto”.