C’è il mondiale e il "mondialino", con il platonico titolo di pilota migliore degli altri, di chi non guida una Mercedes, Ferrari o Red Bull. Realtà di una Formula 1 spaccata in due tra chi può correre per vincere e arrivare sul podio e chi, la vittoria, la centra con un settimo posto in condizioni normali di gara.

Il mondiale di Carlos Sainz è nei risultati ottenuti finora e nel divario che separa l’attuale settima posizione nel mondiale dalle prestazioni di Ricciardo, Perez, Norris, Hulkenberg. Trentaquattro lunghezze davanti a Ricciardo danno la misura del rendimento avuto tra i piloti di metà schieramento. Albon (84) e Gasly (77) meritano analisi a sé, ciascuno con un'ampia fetta di campionato seduto su una Red Bull, entrambi lì nel punteggio.

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In ballo, tra Interlagos e Abu Dhabi, c’è il sesto posto in campionato, ovvero, qualcosa in più che essere “migliore degli altri”. Sainz deve recuperare 4 punti su un Albon che non ha mancato un piazzamento da Spa-Francorchamps, regolarità valsa la conferma per il 2020. Difficile in condizioni normali poter scalzare il pilota tailandese.

“Andiamo in Brasile provando a estrarre il massimo dalla monoposto e conquistare più punti. La stagione non è ancora finita, con due gare ancora da correre e tanti punti per i quali lottare.

L’obiettivo è quello di confermare il quarto posto nel mondiale Costruttori e spingerò a fondo, fino alla fine, per quel sesto posto nel campionato Piloti, sebbene la difficoltà dell’impresa”, dice un Sainz che crede nel piazzamento.

McLaren, quarto a un passo

Molto più comoda è, invece, la posizione McLaren rispetto a Renault, per la corsa al quarto posto (per tenere viva la corsa fino ad Abu Dhabi, Ricciardo e Hulkenberg devono ottenere almeno 7 punti più di Norris e Sainz, domenica).

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Reduci da una gara a Austin nella quale i piazzamenti dei quattro piloti si sono bilanciati nel bottino di punti (10 per ciascun team), verso il GP del Brasile è Andreas Seidl a suonare la campana e tenere il team concentrato nel rush finale: “Arrivando a fine stagione, il focus del team è sul garantirci il quarto posto nel mondiale Costruttori, prima di spostare completamente l’attenzione sul 2020.

In Messico e negli USA abbiamo raccolto tante informazioni, importanti per i preparativi in vista del Brasile, su un circuito, Interlagos, in quota e, pur non essendo estremo come Città del Messico, dovremo assicurarci di fare tutto il possibile per adattare la macchina a queste condizioni e la configurazione complessa del circuito”.