Con un'ottima doppia prestazione, Max Verstappen conquista a Interlagos la sua seconda pole position ufficiale da quando è in Formula 1 - in realtà sarebbero tre, ma sappiamo com'è andata a finire in Messico… - ritoccando nel secondo run un tempo che già gli avrebbe garantito la partenza al palo. L'olandese ha guidato benissimo ed è stato ottimamente assecondato dalla sua RB15 (e dal motore Honda che si è ben difeso nei lunghi rettilinei) ma è interessante notare come Max in realtà non abbia migliorato il suo crono, seppur di soli 5 millesimi, rispetto al 1'07"503 ottenuto in Q2.

Intendiamoci: ciò non toglie nulla alla prestazione di Verstappen, però si pensa preluda a un comportamento delle monoposto e delle gomme che potrebbe dare qualche sorpresa anche in gara, dove ci si aspettano temperature ambientali più elevate che potrebbero favorire l'utilizzo delle mescole più dure. Che le Q3 siano state un po' strane lo dimostrano anche i piloti da Pierre Gasly in poi: bravissimo anche il francese a svettare tra "gli altri", ma pure lui come chi lo segue non ha abbassato in Q3 il crono delle Q2.

Come del resto pure i top driver hanno fatto fatica: oltre a Max, solo Lewis Hamilton ha migliorato nel secondo tentativo in Q3, prestazione che gli ha permesso di scavalcare Charles Leclerc nella lista dei migliori tempi passando 3°. Anche se è stata una prestazione inutile: infatti il monegasco è penalizzato di 10 posti in griglia per via della sostituzione del motore termico e così partirà 14°. Da lui ci si aspettava forse qualcosa di più con il motore "fresco", ma probabilmente la penalizzazione gli ha tolto lo stimolo.

Meglio invece Sebastian Vettel, nel complesso, tanto da partire in prima fila a fianco di Verstappen. Il primo run in Q3 l'aveva visto dietro per soli 8 millesimi, poi non è riuscito a migliorarsi, e alla fine paga un gap di 0"123. Resta comunque un'ottima posizione di partenza, anche per la possibilità di sfruttare la scia nel rettilineo prima di curva 4. Sottotono invece Valtteri Bottas e Alexander Albon nel momento clou, ma non vanno certo dati "fuori gara" a prescindere, dopo buone fasi precedenti.

Detto dell'ottima prestazione di Gasly – quando per soli 32 ms in Q1 Daniil Kvyat non riesce a sfruttare il buon momento della Toro Rosso – vanno rimarcate anche quelle delle Haas che talvolta trovano la "quadra" permettendo a Romain Grosjean di ottenere l'ottavo tempo e a Kevin Magnussen il decimo. Tra i due un sempre valido Kimi Raikkonen, quando Antonio Giovinazzi risulta 13° solo per 61 millesimi di "ritardo" in Q2, anche per un testacoda nel giro "buono".

Lando Norris resta escluso dalle Q3 per soli 10 ms, ma si trova in una buona situazione, partendo in quinta fila con la possibilità di scegliere le gomme del via. Tutto l'opposto per l'altra McLaren: problemi tecnici hanno impedito a Carlos Sainz di completare anche un solo giro cronometrato, per cui partirà in coda. A ridosso le Renault di Daniel Ricciardo e di Nico Hulkenberg, separati di soli 18 millesimi e sempre con buone possibilità in gara.

Lo stesso per le Racing Point, indietro come posizione ma non lontane cronometricamente, con Sergio Perez 15° e Lance Stroll 17° dietro a Kvyat. Tutto fa pensare a una lotta di alto livello agonistico nelle retrovie. Nella quale sarà difficile (ma lo auguriamo, beninteso) entrino le Williams, con George Russell staccato di 6 decimi dal gruppo e Robert Kubica di altri 5.