Quel “è quasi una fortuna” che Mattia Binotto ha accompagnato alle valutazioni sull’incidente tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc a Interlagos, in qualche modo segna una sorta di adesso basta. “Quasi una fortuna che sia accaduto quest’anno”, per poter discutere ancora, intervenire e correggere una dinamica che rischia di essere distruttiva per le ambizioni Ferrari sul mondiale 2020.

Una corsa che dovrà ripartire dai test invernali con un progetto vincente da subito e nell'arco di un intero campionato, cosa che non è stata quest’anno. Macchina e piloti in un meccanismo infallibile, tanto serve per sfidare Mercedes, in un equilibrio pilota-monoposto sbilanciato per rilevanza sul progetto.

GP Olanda, Zandvoort nel segno delle paraboliche

Piero Ferrari, intervistato all’intero di Extratime, su Radio 1, ha evidenziato la necessità di uno sforzo collettivo. Il riferimento non va direttamente agli episodi avvenuti in Brasile, sui quali ha tuonato il presidente John Elkann. Piuttosto, Ferrari analizza: “Penso ci voglia il meglio di entrambi, il pilota che sappia usare il 100% della prestazione della macchina, che non faccia errori e la macchina che dia il 100% delle prestazione dal primo all’ultimo giro.

E anche la squadra, perché le strategie sono molto importanti, utilizzare el gomme al meglio. È una competizione talmente serrata che, se non hai tutto al 100%, se non hai il meglio non si vince. Ognuno deve fare il proprio ruolo nel migliore dei modi, è difficile dare una proporzione (all’importanza di macchina e pilota; ndr)”.

In F1 seguendo l'esempio delle GT al galoppo

Per una Ferrari sul fronte industriale mai così prolifica di nuovi modelli, di una gamma così ampia e di numeri in crescita, c’è una Gestione Sportiva a secco di trionfi da troppo tempo. Competizioni e prodotto che si fondono, sono l’unicità del Cavallino Rampante nell’appartenenza alla Formula 1, una diversità da qualsiasi altro costruttore ufficiale evidenziata recentemente anche da Toto Wolff, nel dire dell’impegno futuro di Mercedes nella nuova Formula 1 dopo il 2021.

“Essere presenti tutti gli anni a tutti i GP è un grandissimo impegno, ci vuole grande volontà e forza”, ha commentato Piero Ferrari. “È una grande responsabilità, abbiamo i nostri tifosi che sono a loro modo anche dei clienti e si aspettano cose speciali da noi.

L’importante è provarci, questa presenza è sempre confermata e spero che anche in futuro la Ferrari come azienda abbia due anime, la parte GT che produce le vetture sempre più belle e la parte F1 che produce delle vittorie. Era il sogno di mio padre e anche quello di tutte le persone che oggi lavorano qui.

Siamo qui per cogliere questo obiettivo, ci teniamo tutti”.