Ruota intorno alle clausole legali e le difficoltà nel trasferire la sede di un Gran Premio la posizione degli organizzatori del GP di Russia in merito alla salvaguardia dell’appuntamento di Sochi dopo le decisioni dell’Organizzazione mondiale antidoping.

La WADA ha escluso la Russia e i suoi atleti dalle maggiori competizioni sportive per un lasso di tempo di 4 anni, vietando la partecipazione alle Olimpiadi come ad altri grandi eventi mondiali, tantomeno consentendo la loro organizzazione. Decisione che costituisce l'onda lunga delle pratiche dopanti di sistema scoperte nel 2015. La falsificazione dei dati richiesti dalla WADA alla Russia lo scorso gennaio ha prodotto la decisione di giungere alla squalifica, con la possibilità di ricorrere in appello presso il TAS di Losanna.

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Resta salva la posizione degli atleti che dimostreranno l'estraneità ai fatti contestati dalla WADA, mentre in relazione all'organizzazione di eventi sportivi, il promoter del GP di Sochi, Rosgonski, ha commentato: “Il contratto per il round russo del mondiale di Formula 1 è stato firmato nel 2010, ben prima rispetto ai fatti esaminati dalla Wada. È valido fino al 2025 e l’appuntamento russo è incluso nel calendario sportivo internazionale 2020 della FIA.

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Se, dopo un appello, la Wada dovesse pronunciarsi confermando la cancellazione di un importante evento, posta la sua fattibilità legale e pratica, con riferimento al Gran Premio di Russia non c’è la possibilità legale e tecnica di cancellare e riassegnare il GP di Russia a un altro paese.

Siamo fiduciosi che il GP di Russia si svolgerà nel 2020 e negli anni a venire, invitiamo tutti a Sochi, dove ila vendita dei biglietti è in pieno svolgimento”.