Nei panni del tifoso, di chi ha costruito l’ultima epoca d’oro ferrarista, per la quale sono stati necessari 8 anni prima di arrivare a coronare il sogno della vittoria del titolo Piloti, Luca Cordero di Montezemolo guarda al 2019 che è stato per la Ferrari.

Un campionato nel quale il deficit tecnico rispetto a Mercedes, power unit a parte, è emerso evidente sin da Melbourne e con proporzioni inimmaginabili anche per i riscontri avuti durante i test invernali.

"È stato un mondiale che speravo andasse meglio, viste le premesse iniziali e le prove invernali. Ciò che mi dispiace, è che da un po’ di anni la Ferrari non vinca il Mondiale - e questo ci sta, perché ci sono tante di quelle componenti variabili, però, che non sia mai in condizioni da anni di giocarsela fino all’ultima gara.

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Ho dei ricordi non belli, di tanti campionati persi all’ultima gara della stagione, ma almeno fino alla fine c’era la possibilità di vincere”, commenta intervistato da Sky Sport.

Rafforzamento necessario

Mattia Binotto ha indicato il 2019 come l’anno della costruzione di un gruppo. Ha chiesto il tempo necessario perché si possa creare un ciclo vincente. Sul quale verranno riversati investimenti importanti, tra strutture, uomini e mezzi a disposizione della GeS.

Un rafforzamento che Montezemolo indica tra le priorità: “Vincere in Formula 1 significa avere un insieme di elementi tutti perfetti. Io avevo messo insieme una squadra, se penso a Todt, Brown, Domenicali, Byrne: credo che dobbiamo tener conto che ci debba essere un possibile rafforzamento organizzativo e di uomini”.

Vettel e un 2020 delicato

Il progetto a lungo termine ruoterà intorno a Charles Leclerc, con l’estensione di contratto fino al 2024, “un Leclerc che è un pilota oggi in grado di vincere, un ragazzo duro in corsa e intelligente, che fa tesoro degli errori e può diventare un fuoriclasse”, dice Montezemolo.

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Su Vettel, invece, invoca un sussulto d’orgoglio: Vettel deve essere calmo, avere fiducia nei suoi mezzi che sono molto forti. Deve avere un dialogo molto aperto con la squadra. Quando si va verso la fine dei contratti ci sono anni delicati. Negli ultimi anni ha dimostrato di essere sempre molto veloce e prima o poi il numero uno deve venir fuori”.

Equilibri delicati 

Due piloti alla pari, con la pista e il cronometro a individuare il numero 1. Gli ordini di scuderia, non un tabù, piuttosto uno strumento da utilizzare nel 2020, dovessero richiederlo gli scenari di gara. Leclerc e Vettel liberi di correre, purché le ambizioni personali non condizionino il risultato del team.

Binotto: Leclerc e Vettel alla pari, ordini di scuderia se necessari

Un punto sul quale Montezemolo aggiunge: “Sarà un tema molto interessante della prossima stagione, perché ci sono due cavalli di razza ed entrambi vogliono vincere. Quando è così, spesso pensano più a sé stessi che della squadra. Questa è una grande responsabilità che avranno Binotto e la squadra, un tema delicato”.