Rinviato, con il rischio che si tratti di una cancellazione in sospeso, il Gran Premio di Cina, a causa dell’epidemia di coronavirus esplosa nel paese, c’è un altro fronte da monitorare, al momento con tratti molto diversi dallo scenario di Wuhan.

In Vietnam, il Ministero della Salute ha deciso la messa in quarantena, per 20 giorni a partire dal 13 febbraio, di una città a 50 km da Hanoi, Son Loi.

Nel paese che dovrebbe ospitare il prossimo 5 aprile la prima gara di Formula 1, su un circuito realizzato utilizzando in parte le strade della capitale Hanoi, i casi di coronavirus sono 16, dei quali 7 guariti. Ben diversa dalla prospettiva di una Cina con quasi 60 mila casi, 1.367 morti, 6.152 persone guarite.

Scenario Vietnam simile a Regno Unito

Ross Brawn, prima che dal Ministero della Salute venisse decisa la misura della messa in quarantena di Son Loi, si era espresso in termini positivi relativamente allo svolgimento del week end di gara: “Per il Vietnam, tutti i riscontri che stiamo ricevendo indicano una situazione piuttosto simile al Regno Unito (9 casi di contagio presenti sul territorio; ndr). Ci sono stati alcuni casi ma non a un livello che ci preoccupa.

Dalle consulenze che abbiamo ricevuto potremo andarci”, le parole riportate dall’agenzia Reuters.

Difficile recuperare la Cina

Quanto alla possibilità di un recupero, difficilissimo, del Gran Premio di Cina con un nuovo posizionamento in calendario, Brawn ha aggiunto: Potrebbe richiedere lo spostamento di un’altra gara, si tratta della principale preoccupazione. Diverrebbe piuttosto stressante per le squadre adattarsi ma credo che nessuno di noi vuole perdere il GP di Cina. Stiamo facendo del nostro meglio ma non c’è nulla di assicurato”.