Difende l’operato del team e dell’area tecnica diretta da Andrew Green, Otmar Szafnauer. Tema tecnico secondo solo al DAS, i test di Barcellona hanno visto al centro del discutere la strettissima similitudine delle scelte progettuali presenti sulla Racing Point RP20 con la Mercedes W10.

Se il DAS lascia relativamente indifferenti le squadre che non sono direttamente in lotta con Mercedes, le soluzioni Racing Point hanno sollevato non pochi malumori tra i team di seconda fascia. McLaren, Haas, Renault, più di tutti, hanno espresso il disappunto per quella che è stata percepita come una “replica” un po' troppo fedele della W10.

RP20 è farina del sacco Racing Point

“Posso assolutamente e categoricamente affermare che tutti i progetti sono Racing Point dal foglio bianco, non c’è stato trasferimento di informazioni da Mercedes sulle Listed Parts. Non hanno mai previsto tale ipotesi e noi non l’abbiamo mai chiesta.

Quel che vedete sulla RP20 è ciò che i tecnici hanno disegnato osservando le immagini Mercedes, abbiamo utilizzato quel che era visibile. Tutti dicono ‘Avete copiato Mercedes’, questa però è la nostra macchina, il nostro progetto e il nostro sviluppo. Abbiamo osservato, sì, cosa fosse veloce e l’abbiamo fatto da noi, ha replicato Szafnauer alle accuse.

La scommessa del cambiamento

Al di là delle similitudini estetico-aerodinamiche c’è l’aspetto di un’efficacia dei sistemi “nascosti” da replicare. Inoltre, con un campionato di stabilità regolamentare, la scelta Racing Point è andata in assoluta controtendenza, sviluppando un progetto del tutto diverso dai concetti espressi fino al 2019: “Volevamo risolvere qualcosa che ci ha perseguitato per molti anni.

Sebbene fossimo riusciti a incrementare le prestazioni e migliorare, la monoposto aveva il suo tallone d’Achille di fondo, del quale non riuscivamo a liberarci… i progressi che compivamo diventavano sempre più lenti, non c’erano modifiche alla caratteristica di base della monoposto.

Ci siamo interrogati sul fatto che restasse solo un anno con questi regolamenti e, qualsiasi cosa avessimo fatto, l’avremmo gettata via. Dovevamo considerare qualcosa di diverso? Tutti sono stati d’accordo, facciamo e proviamo cose diverse, iniziamo dal foglio bianco.

Ci sono altre squadre che fanno foto, una pitlane piena di fotografi assunti dalle squadre per scattare foto delle altre. Tutto ciò che abbiamo fatto è stato utilizzare quelle informazioni. Poi, provare a capirle e successivamente siamo andati in galleria del vento e realizzato i componenti da noi”, ha commentato Szafnauer.

Rake, svolta filosofica

Primo intervento, la variazione dell’assetto aerodinamico, passare da una monoposto che ha sfruttato profondamente l’assetto rake a una visione più neutra, perno della progettazione Mercedes: “Da dove iniziare? Abbiamo una power unit e un cambio Mercedes 2019, un cambio nella specifica dell’anno precedente come sempre.

La geometria della sospensione Mercedes è stata progettata per operare con un assetto poco rake e non avrebbero cambiato per nulla al mondo. Perché, quindi, non provare a unirci a loro, seguire questa strada e vedere dove ci avrebbe portati?”.

Quanto al sistema DAS, non è qualcosa in cima alle priorità di sviluppo di un team come Racing Point, tuttavia, Szafnauer non ha escluso un’analisi dei vantaggi che apporta in rapporto ai costi, per poi decidere se investire risorse o meno sul dispositivo.

Allison, Mercedes W11 ha tanto carico in più rispetto al 2019