La voglia di correre era tanta, per tutti, per capire di più dopo un inverno da dominio argentato nei test e di un centro gruppo a tre voci, candidate più di altre a far bene: Racing Point, McLaren, Renault.

A Enstone, Esteban Ocon ritrova il sedile da titolare, un’attesa che si protrae, a tempo indefinito, lui reduce da un anno in panchina, seppur di lusso come quella Mercedes. A Melbourne è stato l’unico ad arrivare con la mascherina in pista, spiega come la precauzione fosse massima per superare qualsiasi rischio e garantirsi il via. Un week end che non c’è stato e un primo terzo di stagione che si trasforma per i piloti in isolamento più o meno generalizzato, a casa.

Mercedes W11, i segreti vanno ben oltre il DAS

Racconta delle sensazioni in casa Renault, l’impressione avuta sul potenziale della RS20, chiamata a essere prima del lotto di squadre dietro i big, scavalcare Racing Point e McLaren, apparse averne di più a Barcellona.

Un buon inizio rinviato

“Quando abbiamo lasciato Barcellona ci sentivamo tutti piuttosto fiduciosi di avere una macchina che era una buona base. I test sono stati incentrati interamente sull’imparare la macchina, scoprire come si comportava e risolvere piccoli problemi. L’abbiamo fatto, abbiamo migliorato la monoposto e scoperto tantissime cose su ciò che andava bene e quanto non era così buono. È stata una curva d’apprendimento positiva.

Ovviamente è il round 1, l’Australia, dove scopri ciò che ha da offrire ognuno, compreso te; però, sottovoce, pensavo avremmo potuto far bene lì. Siamo arrivati con un sentimento di fiducia, come quello degli ingegneri esperti su come ci saremmo comportati. Immagino dovremo attendere e scoprirlo in seguito, adesso”, racconta Ocon.

Allenamento come se si corresse domani

Routine quotidiana in Francia che non è affatto diversa da altri piloti, tra sessioni di allenamento, momenti spesi al simulatore - “se qualcuno vuole gareggiare, spesso posto su Instagram delle info su come e quando sarà possibile” - e un po’ di tempo speso con le auto telecomandate: “sono la mia seconda passione”.

Se Daniel Ricciardo e Carlos Sainz hanno raccontato di non pensare affatto al “quando” si tornerà a gareggiare, Ocon dà una prospettiva diversa, specialmente legata alla preparazione fisica: “Provo a restare positivo e tenermi pronto per essere in forma quando tutto sarà ok. Mi sto allenando come se ci fosse una gara domani ed è la migliore predisposizione mentale da conservare”.