Per una pandemia di coronavirus Sars-Cov-2 che ha costretto la Formula 1 al tasto Pausa, c’è un aspetto sul quale i piloti andranno verso un Rewind. L’allenamento fisico è una componente cruciale della preparazione, differente in funzione dei periodi dell’anno. E, se l’inverno è un prepararsi alla “frustata” delle sollecitazioni delle nuove monoposto da ritrovare nei test, un periodo di inattività dall’abitacolo così lungo non sarà positivo alla ripartenza.

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Lo spiega Carlos Sainz, intervistato via Skype da Mara Sangiorgio su Sky Sport F1. Quando la Formula 1 tornerà in pista, il fisico avrà “dimenticato” l’abitudine costruita lo scorso febbraio in pista: La prima gara sarà molto difficile per i piloti. Utilizziamo i test di Barcellona come principale allenamento, su una pista così difficile sul collo: ti mette in perfetta forma per andare in Australia.

Se andassimo in pista adesso... l’allenamento sul collo e dalla macchina, è molto specifico, qualcosa che non riesci a simulare in palestra.

Arriveremo alla prima gara e dopo il venerdì di prove sono sicuro saremo molto molto stanchi, si vedrà poi chi e come recupererà sul sabato e domenica. Sarà molto difficile.

Mentalmente preferisco non pensare quando arriverà la prima gara, altrimenti divento impaziente e impazzisco, non mi piace. Mi piace tenerlo lontano dalla mente”.

Rinnovi, tutto fermo

Sainz il cui futuro sembra legarsi logicamente alla McLaren, si trova in scadenza di contratto e, come altri nomi, Ricciardo su tutti, è transitato sotto i radar come un possibile candidato al sedile di Vettel in Ferrari, non dovesse Seb trovare un accordo con la Scuderia.

Una valutazione più ampia, sull’impatto dello stop dell’attività e le trattative di rinnovo, per dire: “Per me non le complica molto, tutto il mondo della F1 si è fermato, in generale tutto il mondo è fermo. La situazione contrattuale, il futuro, passa in secondo piano e penso che in quel senso tutto è fermo e dobbiamo aspettare che si ricominci per pensare un po’ più alla F1 e meno al coronavirus, alla famiglia, a ciò che ci preoccupa.

Quel che conta in F1 è l’ultima gara che hai corso, resta quella di Abu Dhabi e per me è andata molto bene. Non sono preoccupato”.

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