Una critica e un suggerimento. Del pessimo lavoro fatto lo scorso anno, Bernie Ecclestone ha detto al diretto interessato: Sebastian Vettel. Adesso, l’ex padre-padrone del Circus dà un consiglio sulle scelte da assumere per il prosieguo della carriera.

Il contratto con la Ferrari è in scadenza, la possibilità di restare a Maranello ancora un anno è sul tavolo e, ovviamente, la linea delle condizioni in materia di ingaggio la traccia l’accordo raggiunto tra la Scuderia e Charles Leclerc.

L'editoriale del Direttore: Bernie hai toppato, intanto si va avanti!

Il prolungamento del contratto fino a tutto il 2024, per un ingaggio base di 9 milioni di euro, secondo le indiscrezioni legate alle cifre, è l’investimento su un un campione in fieri e, al tempo stesso, un’indicazione del ridimensionamento che dovrà accettare Vettel, rispetto agli oltre 30 milioni di euro percepiti dall’attuale contratto in scadenza.

Impossibile non riconoscere in termini monetari i successi iridati del passato, altrettanto impossibile è giustificare un ingaggio notevolmente superiore a quanto andrà a percepire Leclerc. Così, lo scenario, si prospetta forse non dei più allettanti, a maggior ragione con un 2021 davanti che sarà di stabilità regolamentare e ampio congelamento delle monoposto. 

Ritiro o McLaren le strade suggerite

Ecco, in questa ricostruzione, Bernie Ecclestone aggiunge la propria, di visione. Per suggerire due strade: “Credo che le prestazioni di Sebastian abbiano sofferto, recentemente, sotto il cielo Ferrari il nuovo compagno di squadra Leclerc, che è anche gestito dal figlio del presidente FIA”, dichiara in un’intervista a F1-insider.

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“Sospetto che Vettel non veda in Binotto il supporter di cui ha bisogno nella sua situazione. Sebastian, perciò, dovrebbe fermarsi o guardare ad alternative per il 2021. La McLaren potrebbe essere una, considerato avrà nuovamente il motore Mercedes”.

Status garantito nel 2019

Se le due opzioni per il futuro sono concrete alternative al rinnovo con la Ferrari, è del tutto fuori dal segno il giudizio sul mancato supporto da parte del team.

Le difficoltà di prestazione vissute da Sebastian vanno ben oltre il 2019 con Leclerc accanto, nascono da una monoposto non all’altezza per essere vincente, difficoltà nello sfruttare il proprio stile di guida con una SF90 insufficiente, fino agli evidenti errori di guida commessi tra 2018 e 2019 da Seb, che ha visto riconosciuto lo status di prima guida a inizio dello scorso anno.

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