Sul tavolo c’è, praticamente, di tutto. Ogni scenario su quale 2020 vivrà la Formula 1, se mai riuscirà a viverne uno dal profilo sportivo. Ragionare di calendari è del tutto fuori luogo, per la navigazione a vista alla quale siamo costretti, per l’uscita e i vincoli che ci aspettano una volta superato il peggio del coronavirus, tra distanziamento sociale e grandi assembramenti da gestire.

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La Formula 1 proverà a organizzare il mondiale che potrà, giusto lavorare perché le perdite finanziarie siano contenute il più possibile. Assolutamente imprevedibile dire quando potremo avere un quadro sul mondiale che sarà.

Diritti, biglietti e GP "multipli"

Tra le opzioni sul tavolo, ipotesi confermata dal direttore generale di Silverstone, c’è la possibilità che si disputino più Gran Premi su un medesimo tracciato. Evidentemente è una soluzione estrema, per rimpolpare numericamente un calendario che dovesse continuare a registrare rinvii, defezioni e impossibili ricollocamenti invernali.

Il punto, a tal proposito, diverrebbe la quota di diritti corrisposta a F1 Group e, strettamente connessa all’interesse di organizzare più gare sullo stesso circuito v’è la possibilità o meno che siano gare a porte chiuse. La prospettiva cambia radicalmente, perché senza pubblico non hai incassi dai tagliandi, non hai ricavi e, in punta di elementare business, non hai alcuna convenienza a pagare i diritti per ospitarla, quella gara. A meno che non sia qualcun altro a pagare – Liberty? - per garantire comunque un evento.

Marko e i contagi dall'esterno

A Spielberg, il Gran Premio d’Austria è fissato il prossimo 5 luglio, come da calendario 2020 originario, diventato un miraggio. Il paese si appresta nei prossimi giorni a riaprire alcune attività dopo la fase di chiusura per limitare la diffusione del contagio, ma dalla prima fase di riapertura resteranno escluse le strutture turistiche e gli hotel. È chiaro come servano condizioni di piena operatività per immaginare di ospitare un evento come la Formula 1 nella sua pienezza.

Delle difficoltà a orientarsi in questa fase ne ha parlato Helmut Marko, dalla prospettiva del co-organizzatore del GP al Red Bull Ring. “Dobbiamo attendere e vedere cosa accadrà, non siamo da soli al mondo. Non posso immaginare di riuscire a battere la malattia in Austria e poi ignorare la possibilità di importarla nuovamente da altri paesi.

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Se del caso potremmo organizzare, certo non sarà d’aiuto se le restrizioni ai viaggi nel resto d’Europa saranno tali che nessuno potrà entrare nel paese senza prima una quarantena. Sebbene la situazione al momento sia migliore (la diffusione del virus in Austria; ndr) non è possibile al momento né promettere né negare alcunché”, le parole a Motorsport-Magazin.

Più gare? Servirà trattare con Liberty

In via teorica, la disponibilità del Red Bull Ring a ospitare più gare è qualcosa valutabile con la F1, dovesse rendersi necessaria tale ipotesi. “Diversamente da altri posti, Spielberg potrebbe reagire in fretta, è il vantaggio del Red Bull Ring: essere un sistema che può essere aperto nel giro di una notte.

Abbiamo venduto già molti biglietti, però la prima cosa da sapere è se ci sarà una gara, poi se sarà con o senza spettatori. Sono interrogativi tutti in essere. C’è la possibilità di correre più gare, è una questione di trattative con Liberty, dipende da come sarà la situazione nel resto d’Europa”.

Qualcosa che, per essere definita, richiederà ancora molto tempo.

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