Il limite tra “scorrettezza” e “duro battagliare” in pista è labile e il rischio di sconfinare è tanto più alto quanto frequentemente ti trovi a dover respingere avversari che sono una concreta minaccia, gara dopo gara.

L’intelligenza di Lewis Hamilton nell’arco di una stagione, soprattutto nelle ultime due, è stata nella “saggezza” del saper gestire il campionato massimizzando ogni risultato, vincendo quando – il più delle volte – la competitività della Mercedes lo consentiva, ripiegando – raramente – sul piazzamento quando le condizioni lo richiedevano.

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L'integrità è la cifra di Lewis

Nel battagliare in pista, di recente, Charles Leclerc ha riconosciuto a Lewis un’aggressività minore rispetto, ad esempio, a un Verstappen, a dispetto di una lettura dell'avversario senza eguali. E James Allison, nel parlare di correttezza e integrità, in generale in Formula 1, ha sottolineato: “Sono stato fortunato a lavorare con persone di altissima integrità e penso che sia una caratteristica che caratterizza Lewis”.

In un po’ tutti i grandissimi piloti che hanno fatto la storia della Formula 1 non è difficile trovare quel pizzico di scorrettezza che di tanto in tanto è emersa, inevitabilmente una delle molteplici sfaccettature dei “cannibali”.

“Lewis è uno dei piloti più anziani in griglia adesso e guida ancora come uno dei più giovani, però in una carriera di innumerevoli vittorie e molteplici campionati vinti, faticherai a trovare un momento in pista nel quale vedrai Lewis fare qualcosa di brutto.

Lo vedrai fare tante, tante cose mozzafiato, cose audaci, ma non vedrai un puro autoscontro, cose come sportellate o ogni sorta di espediente nel modo in cui guida.

Spero che riesca a conservare tutto ciò per il resto della sua carriera al volante, perché è un record assolutamente senza macchia e penso che tra i pluri-titolati è qualcosa senza precedenti aver ottenuto tutto questo successo senza che nulla penda anche solo come un’ombra di antisportività. Penso sia impressionante”.

C'è ancora del genio in qualifica

Dal canale Youtube Mercedes, Allison ha giudicato anche l’evoluzione, al crescere dell’età, delle prestazioni pure. Nel 2019 la grande “novità” è stata vedere un Hamilton conquistare poche pole position rispetto a quanto ci aveva abituato in passato.

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Una condizione direttamente legata alle caratteristiche della monoposto, certo non ancora all’assenza del proverbiale tocco magico di Lewis al sabato. “Il livello di guida che ha Lewis è sbalorditivo, come molti altri campioni del mondo. Penso che arrivi un momento in cui la condotta di gara del pilota sia ancora incredibilmente competitiva ma quel piccolo extra finale, quel qualcosa che dà la genialità in qualifica, inizia a scivolargli dalle mani.

Uno degli aspetti interessanti legati a Lewis è che questo è ancora assolutamente in lui, penso sia benedetto da un talento fisico straordinario affiancato al suo impegno mentale, che è decisamente mostruoso”.