Sono già passati 53 anni da quel terribile incidente, da quel terribile alone di fumo e fiamme in cui rimase intrappolato Lorenzo Bandini. Era il 7 maggio 1967 quando Lorenzo si cappottò al Gran Premio di Monaco, data di interruzione di una delle carriere più promettenti di allora.

Bandini, ti vogliamo bene

Chi era Bandini

Nato a Barce, nella Libia Italiana, il 21 dicembre 1935, secondogenito della famiglia, ben presto Lorenzo torna in Italia a causa della Seconda Guerra Mondiale. Il padre, iscritto al Partito Fascista Repubblicano, viene ucciso in una rappresaglia e Lorenzo si sposta a Reggiolo, paese della madre, imparando ben presto a cavarsela da solo. La sua vita cambia all'età di 15 anni, quando va a Milano per lavorare in un'officina: il titolare è Goliardo Freddi, suo futuro suocero, in quando Bandini sposa la figlia Margherita. E' proprio il signor Freddi a lanciare la carriera di Lorenzo, che debutta nel 1956 alla Castell'Arquato-Vernasca con una Fiat 1100. Da lì la scalata attraverso varie categorie, con il salto in monoposto nella Formula Junior che precede il debutto in F1, arrivato al Gp di Francia del 1961, con una Cooper T53 gestita dalla Scuderia Centro Sud.

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Ecco la Ferrari

Il nome di Lorenzo viene segnato su più taccuini e per l'anno successivo arriva la chiamata di Enzo Ferrari, che lo impiega saltuariamente in F1. Sono anni complicati per il Cavallino, con Bandini che vive la sua miglior stagione nel 1964, con 4 podi ed una vittoria, l'unica della carriera, al Gp d'Austria, nell'anno in cui Surtees riuscirà a vincere il titolo con la Rossa proprio grazie a Lorenzo, che nell'appuntamento decisivo in Messico mise ko Graham Hill, avversario di Surtees nella corsa all'iride. All'impegno in F1 Lorenzo affianca quello nelle corse a ruote coperte, dove ottiene grandi successi, vincendo la 24 Ore di Le Mans del 1963 con Scarfiotti e due anni dopo la Targa Florio con Vaccarella. Arriva quindi il '67, con Lorenzo assoluto protagonista: a febbraio vince la 24 Ore di Daytona e ad aprile conquista la 1000 chilometri di Monza.

L'incidente

Bandini arriva dunque lanciatissimo al Gran Premio di Monaco, il secondo della stagione, anche se in Sudafrica la Ferrari non ha preso il via. Lorenzo spera che il 1967 possa essere il suo anno, ma purtroppo il destino ha in serbo qualcosa di diverso: dopo essere stato costretto a rimontare due volte su Hulme (prima per una sbandata dovuta ad una macchia d'olio e successivamente per una perdita di tempo dovuta ai doppiati), Bandini accusa un calo fisico, ma continua ad andare a tutta fino all'incidente dell'82° giro, quando con la sua Ferrari tocca una bitta alla chicane del porto. La sua 312 si ribalta e prende fuoco, incendiando anche le balle di fieno a bordo pista. I soccorsi sono lenti, ed i primi a gettarsi sulla vettura sono l'amico di Lorenzo Giancarlo Baghetti, anche lui pilota, e il principe Michele di Borbone-Parma - appartenente a un ramo dei Borbone 'concorrente' - vicini al luogo dell'impatto ed i primi a capire che il pilota è rimasto intrappolato. Quando Bandini viene portato il ospedale le sue condizioni sono critiche, e purtroppo non ci sarà niente da fare: morirà tre giorni dopo, il 10 maggio, senza aver mai ripreso conoscenza. 

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