In questo periodo, Nico Rosberg ha una speranza ed una certezza. La speranza è quella di vedere tornare in pista la Formula 1, la certezza è la fatica che faranno i suoi ex colleghi all'eventuale ritorno nell'abitacolo.

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La F1 in una bolla

Il personale della F1, se e quando il mondiale ripartirà, dovrà stare attento ad evitare il più possibile contatti con il mondo esterno, motivo per cui si sta discutendo di una "bolla" il più isolata possibile per il Circus. Sarebbe una buona idea se si riuscisse a metterla in pratica, come sostiene Rosberg ai microfoni dell'emittente tedesca Rtl: "La partenza del mondiale il 5 luglio in Austria potrebbe essere una cosa fattibile se la F1 riuscirà a creare una sorta di società chiusa, una quarantena in cui tutti viaggiano con voli sicuri all'aeroporto più vicino per poi vivere tutti protetti e controllati come se fossero in una bolla. Anche Silverstone ha buone chances, anche perché la maggior parte dei team ha sede in Inghilterra. A livello internazionale le cose sono più complicate, ma si potrebbe far viaggiare le persone su voli charter controllati".

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Le difficoltà dei piloti

Recentemente, Hamilton ha fatto sapere di non essersi mai sentito così in forma. Ma su questo il suo ex compagno di squadra ha qualcosa da ridere, forse anche per via dell'esperienza fatta nei primi mesi di vita dopo il ritiro: "Non so se Lewis comprenda in pieno gli effetti di un lungo stop sul cervello e sul corpo. In cinque mesi il fisico perde di precisione e abilità, per tutti i piloti prevedo due sfide. I muscoli e soprattutto i muscoli del collo, perché è impossibile allenarli per bene in palestra, inoltre è normale dimenticare la necessaria perfezione nel guidare".

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