Non solo escono di scena Singapore e Baku, ma anche Suzuka, Gran Premio del Giappone, è nell’elenco dei Gran Premi 2020 cancellati. Arriva l’ufficializzazione su uno scenario che si era delineato nelle ultime settimane, soprattutto in relazione alle gare su circuiti cittadini.

Uno scenario che alimenta sempre più la candidatura del Mugello a ospitare un Gran Premio, subito dopo il GP d’Italia a Monza. Un fronte sul quale, tuttavia, non va dimenticata la posizione di Sochi, GP di Russia, con il promoter resosi disponibile a organizzare una gara-2 se F1 Group ne avesse avuto l’esigenza. Scenario tutt’altro che affascinante, viste le caratteristiche del circuito.

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Arrivederci al 2021

La nota con la quale la Formula 1 ha confermato la cancellazione dei tre Gran Premi inizialmente previsti in calendario, approfondisce: “Quale risultato delle sfide in atto, presentate dal Covid-19, noi con i promoter in Azerbaijan, Singapore e Giappone, abbiamo assunto la decisione di cancellare le gare per la stagione 2020. Queste decisioni sono state prese a causa delle differenti sfide che i promoters si trovano a fronteggiare in quei paesi.

A Singapore e in Azerbaijan i lunghi tempi di preparazione richiesti per costruire i circuiti cittadini rendono impossibile ospitare gli eventi in un periodo di incertezze; in Giappone, le vigenti restrizioni ai viaggi hanno portato anche alla decisione di non procedere con la gara.

Al tempo stesso abbiamo compiuto importanti progressi con gli attuali e nuovi promoter sul calendario rivisitato e siamo particolarmente incoraggiati dall’interesse che è stato mostrato da nuovi luoghi nell’ospitare una gara di Formula 1 nella stagione 2020.

Capiamo come sia ancora un tempo di incertezza e complessità nel mondo e continueremo a garantire il proseguimento con la stagione 2020 in modo attento e flessibile”.

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Azerbaijan, troppi ostacoli ancora

Da Baku, il promoter che inizialmente indicava quale data limite per avviare i preparativi in vista di un GP a ottobre, ha commentato: "L'incertezza dettata dalla pandemia di coronavirus fa sì che la costruzione del nostro circuito cittadino non possa essere garantita nel suo svolgimento in sicurezza e in tempo.

In aggiunta, le varie misure di contenimento ancora adottate dai governi nel mondo e l'impatto che queste misure hanno sui viaggi transnazionali, riducono ulteriormente le possibilità di ospitare realisticamente un week end di gara a Baku quest'anno".