Il ritorno in Formula 1 di Fernando Alonso ha un peso specifico enorme per il personaggio in sé. Una manna dal cielo. Poi, però, l’interrogativo naturale: Alonso lascia la Formula 1 perché senza una macchina all’altezza, di raccogliere un risultato dignitoso, un podio, magari una vittoria.

Alonso che avrebbe bisogno di una Mercedes, o di una Red Bull. Per vincere. Alonso torna in Formula 1 sperando in un progetto all’altezza in Renault, sin dallo scorso anno apparsa come unica vera possibilità per rientrare in partita.

Quando annunciò il ritorno in McLaren, raccontava di un affare lasciato a metà, quel 2007 travagliato. Oggi annuncia il ritorno in una Renault che può offrire prospettiva e nient’altro. Il 2022 è l’occasione per dimostrare di saper essere un team vincente, un orizzonte al quale da tempo dicono di aver puntato e sul quale hanno riversato tutte le risorse.

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Il tempo dirà se la scelta sarà stata corretta, quella di Fernando. Per il momento, la notizia è lieta perché torna un personaggio di diritto tra i grandissimi delle corse a motore, non solo F1. Abiteboul ha escluso che possa girare quest’anno nelle libere 1 con Renault. Non serve certo ritrovare familiarità e ritmo con una F1. Altri programmi potrebbero svilupparsi dal prossimo settembre, in preparazione del 2021.

Giusto lo stop, ricaricate le batterie

“Quando ho deciso di lasciare la Formula 1 nel 2018 e di prendere fiato, è stata una decisione molto saggia. Quest'anno e mezzo mi è servito per respirare e fare un reset completo. È stato molto produttivo in termini di risultati, ho vinto un altro mondiale, Le Mans e Daytona.

Mi è servito a raccogliere le forze e aver voglia di tornare. Sento un grandissimo privilegio, in molti sognano la F1 e non ne hanno l'opportunità. Io ho la grande fortuna di poter scegliere quando andarmene e scegliere quando tornare. Questa possibilità mi riempie di orgoglio”, le parole riportate dagli spagnoli di AS, dal primo incontro virtuale con i media, in videoconferenza con Cyril Abiteboul.

Sulle condizioni fisiche di Alonso non può esistere alcun dubbio, “l’anno scorso sono stato al volante quasi ogni settimana tra endurance, IMSA e i preparativi per la Dakar. Mi sento pronto, fisicamente ho iniziato una preparazione molto specifica, ho fatto dei test 15 giorni fa e i risultati sono stati i migliori della mia carriera”.

Consapevole dei limiti Renault

E sul percorso che lo attende in Renault, Fernando ha chiari i limiti attuali e la base di partenza. “Sono consapevole della situazione e so che solo un team vincerà nel 2020 e probabilmente nel 2021. Le regole 2022 introdurranno nello sport equità con squadre più equilibrate e sarà più difficile inventare qualcosa che porti un miglioramento delle prestazioni. Con tutto questo chiaro in mente dobbiamo sviluppare un buon momento. Oggi vediamo già la motivazione, sono felice e rilassato, so quale 2021 sarà ma sono speranzoso sul 2022”.

Aiutare Renault a diventare campione

Un 2021 nel quale l’obiettivo sarà guidare la squadra e confermarsi il riferimento, ovvero, regolare un Esteban Ocon primo avversario. E sarà la misura del rapporto che si andrà a costruire, dopo un 2018 accanto a Vandoorne sempre tenuto dietro in qualifica ma con non poche frecciate da parte del belga di favoritismi McLaren nei confronti di Fernando.

Ocon col quale ha parlato nei mesi di confinamento causa coronavirus, rivela Fernando, a indicare tempi di una scelta Renault delineati da diverse settimane almeno.

“Sulle regole 2022 posso essere d’aiuto al team, farò del mio meglio in pista ad aiutarli a diventare campioni del mondo. Se sarà con me al volante, fantastico, altrimenti sarà con un altro pilota in futuro”, ha concluso Alonso.