Prima artefici della sostituzione a tempo di record del puntone della sospensione anteriore e del braccetto di sterzo, poi un pit-stop ancora il più veloce del lotto. All’Hungaroring, la domenica di gara è stata nel segno di Lewis Hamilton sì, ma i meccanici Red Bull hanno preso una bella fetta di visibilità e meriti nel garantire a Max Verstappen il risultato finale.

Christian Horner torna sull’episodio che poteva costare il via del GP, per spiegare nel dettaglio cosa sia accaduto in curva 12, la staccata al termine della veloce sequenza di curve nel settore centrale.

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“Stavo osservando il giro d’uscita sui monitor e ho visto Max andare largo in curva 6/7. Stava spingendo per trovare dove fosse l’aderenza e provando a sincronizzare l’ottava marcia nell’allungo verso curva 12, il che vuol dire andare in pieno per realizzare la sincronizzazione. La pista era più scivolosa di quanto non pensasse e le gomme fredde, quand’è uscito ed è andato contro le barriere nessuno poteva credere ai propri occhi”, spiega il team principal.

La scelta di andare in griglia

Da lì, la fortuna di poter ripartire, non restare bloccato dall’ala anteriore danneggiata e guadagnare la via della griglia. “Per fortuna è riuscito a tenere il motore acceso. Non eravamo certi di quanto fosse serio il danno e dovevamo decidere in fretta se chiamarlo in pitlane ma abbiamo deciso di mandarlo in griglia per capire se potevamo fare il lavoro e non perdere la posizione in griglia”, prosegue Horner.

Applausi dai meccanici dei team rivali

Meriti, i successivi, tutti dei meccanici. A tempo di record – “un lavoro di un’ora e mezza fatto in 20 minuti”, sempre Horner nel dopogara – la RB16 rimessa in sesto: “Avevamo visto sugli schermi che erano il puntone e il tirante dello sterzo a essere rotti, era un’incognita sapere se il triangolo o il portamozzo si erano danneggiati. Se lo fossero stati, sarebbe finita.

Horner, Red Bull ha un problema ma svolterà

A circa 5 minuti dal tempo limite il capo meccanico ha strizzato l’occhio per dire che andava bene e le gomme sono state montate a 25” dal limite. I meccanici degli altri team hanno applaudito i nostri ragazzi in griglia, è stata la quintessenza del lavoro di squadra. Tutti i ragazzi sincronizzati a lavorare contro il tempo per fare il lavoro. Tag Heuer sarebbe fiera del momento Don’t Crack Under Pressure!”, il racconto che farà felice anche lo sponsor.