La parentesi Red Bull non ha funzionato, dall’inizio sotto una pressione altissima e naturale: l’inverno 2019 con le critiche di Marko per l’incidente nei test e il pacchetto aerodinamico danneggiato, poi il confronto con Max Verstappen, difficilissimo da reggere; la retrocessione di nuovo in Toro Rosso.

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Da lì, per Gasly parte una sorta di rinascita, fatta di prestazioni e competitività buona per ricordare d’essere un talento. Porte girevoli che proiettano Alex Albon in “prima squadra”, oggi a vivere un momento critico che riflette, con sfumature e cause diverse, le difficoltà vissute da Gasly.

Ha recuperato ed è cresciuto

La prima vittoria con AlphaTauri è salutata da Lewis Hamilton, che non manca l’occasione per ricordare quanto ha vissuto il pilota francese negli ultimi 12 mesi. “Grandissimi complimenti a Pierre, perché è un risultato fantastico per lui. Ho visto ovviamente ciò che ha passato, dall’essere scaricato da un top team e adesso lo ha battuto.

È fantastico vederlo recuperare e, in generale, vederlo crescere, sono genuinamente felice, davvero, per lui”, subito nel dopo-gara.

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Pierre motivato sin dal ritorno a Faenza

Ritorna a essere un candidato per subentrare ad Alex Albon e riprendersi la Red Bull, provare di nuovo l’aria del top team e con una scorta d’esperienza assente nel 2019. Franz Tost non nega la possibilità, sebbene si dica convinto che a breve il futuro di Gasly sia ancora in AlphaTauri.

“Se dovessimo perderlo vorrà dire che il team ha fatto un buon lavoro, perché altrimenti non lo prenderebbero in Red Bull. Però al momento sono piuttosto ottimista che resterà con noi.

È molto motivato, lo era già lo scorso anno quando tornò. Venne nel mio ufficio e ci salutammo, mi disse: ‘Sento come se fossi qui ieri, è la mia famiglia’. Già la macchina dello scorso anno gli piaceva, era piuttosto competitiva, da Spa in avanti ha migliorato le sue prestazioni, per finire poi secondo a San Paolo”, ricorda il team principal.

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