Finalmente un po’ di riposo. Due settimane tra il Mugello e Sochi, due tra il GP di Russia e il Nurburgring, per tirare il fiato in una stagione serratissima. Anche no, perché dalla prospettiva del pilota è tutto diverso, tanto più quando la situazione è quella vissuta da Charles Leclerc.

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E dal break tra l’ultima gara e il week end alle porte Charles esprime concetti chiave per indicare come si costruisce il recupero di prestazione. “Non sentivo davvero il bisogno di ricaricami, quando finisco una gara non vedo l’ora arrivi l’altra per vedere dove riusciamo a migliorare, ovviamente non è una situazione nella quale mi piace essere al momento, fatichiamo e non mi rende meno motivato, ma più motivato per provare a migliorare le cose.

Al momento non mi sento stanco, voglio solo tornare in macchina e provare a capire cosa possiamo fare meglio”, racconta.

Intensificare gli sforzi

Avrà un pacchetto di novità aerodinamiche, nulla di rivoluzionario da quanto ha anticipato lo stesso Laurent Mekies, dettagli buoni per capire se l’indirizzo è quello giusto e dà i riscontri sperati. Di certo, l’assenza di prestazioni e risultati non deve portare ad avvitarsi in negativo, “smettere di lavorare e mettere nel cassetto le nostre speranze sarebbe l’ultima cosa fare. In un momento come questo dobbiamo lavorare più che mai, restare motivati, e migliorare il più in fretta possibile”.

Un 2020 costantemente al limite

A Leclerc non puoi imputare nulla del rendimento 2020, quando lo “strumento” messo a disposizione non è all’altezza. E lo stesso pilota intravede i tratti positivi nella crescita personale in una stagione altrimenti disastrosa. I risultati, pochi, ottenuti sono stati frutto di pilotaggio e opportunità nate dallo sviluppo imprevedibile della corsa. Ha fatto la differenza, oltre la monoposto, Leclerc: “Non so, sento in generale di sentirmi in buona forma, meglio dell’anno scorso. Provo a ogni sessione a spingere la macchina al limite, mi aiuta a essere un po’ più costante al limite. Lo scorso anno spingevo davvero in qualifica ma nelle libere restava sempre qualcosa, adesso provo a tirare fuori il massimo dalla macchina sempre e sembra funzionare.

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Ci sono anche gare nelle quali abbiamo preso dei rischi e siamo riusciti a ottenere un podio. Sono contento di come sia andata la stagione per quanto mi riguarda, resta però molto lavoro da fare per essere stabilmente in lotta per podi e vittorie”.

Sorpreso dal Mugello

C’è tempo anche per guardare al Mugello, a un sabato nel quale ha portato la SF1000 dove sembrava difficilissimo potesse stare, ma anche una domenica opaca, costretto a subire i limiti della macchina. Sul Mugello, correrci un week end di gara, poi, ha cambiato anche le impressioni della vigilia: “Amo il Mugello, ero un po’ scettico sul numero di sorpassi in gara ma in realtà è andata meglio anche se la situazione è stata aiutata da tutte le bandiere rosse e gli incidenti. Resta il fatto che è sembrato più semplice sorpassare”.