Il tempo di realizzare dove Lewis Hamilton si era spostato per effettuare la prova di partenza e al muretto Mercedes si è capito quanto, potenzialmente, quella manovra potesse avere delle conseguenze da parte della direzione gara.

È il punto centrale di una gara altrimenti sui binari dell’ordinario, dove i lampi li regalano altri, da Perez a Ricciardo per dire di due in battaglia nelle posizioni alte della top ten.

Notato o segnalato?

A mettere un po’ di pepe, dire di una possibile “imbeccata” alla direzione di gara di quanto accaduto con le prove di partenza di Lewis, è Andrew Shovlin, capo dell’ingegneria in pista: “Non avevamo notato la prima, quando abbiamo visto la seconda abbiamo pensato che non sarebbe piaciuta la cosa.

Binotto, che disastro con le auto! Dopo la Ferrari guai anche per l'Alfa Romeo VIDEO

Non credevamo fosse pericoloso e, considerato come le note all’evento dicevano che era sul lato destro dopo l’uscita dal pit, pensavamo fosse sufficientemente ambigua che avremmo… Voglio dire, quando abbiamo visto la posizione della macchina non è stata una sorpresa assoluta che non sia piaciuta la cosa (alla direzione gara; ndr) e non c’è dubbio che possono esserci state squadre che hanno evidenziato la cosa o che la FIA o gli steward non l’abbiano notata da sé, non so”, commenta al podcast F1 Nation.

Qualcosa che, peraltro, non deve sorprendere, visto il costante monitoraggio di ciò che fa l'avversario, nel tentativo di segnalare un passo falso: che sia sui regolamenti tecnici o sportivi.

L'interpretazione sullo spazio

L’assenza a Sochi di una piazzola individuata – come ad esempio è presente a Interlagos, nell’uscita della pitlane a ridosso dell’ingresso in pista – ha contribuito a creare l’incertezza sul “quanto in là” oltre il semaforo, sul lato destro, fosse possibile provare la partenza.

L'editoriale del Direttore: Domenicali la novità più bella

“In alcuni posti c’è una piazzola che dipingono sull’asfalto e devi fare da lì la prova, in altri è una specie di area generica. Spesso c’è molta gomma e non è una condizione rappresentativa dell’aderenza (reale, in griglia; ndr). I piloti e anche gli ingegneri vogliono trovare uno stacco che sia più vicino possibile in termini di aderenza a quello che si aspetta di trovare in griglia.

Quanto successo con Lewis, ha chiesto se poteva andare un po’ più distante, noi non avevamo realizzato quando lontano stesse andando. Si tratta davvero solo di provare a trovare un poì di asfalto che sia più simile a quello che avrai quando farai una vera partenza”, ha proseguito Shovlin.