Renault, Racing Point, McLaren. Nell’ordine di competitività pura scritto al Nurburgring, dove Ricciardo ritrova il podio e, per la prima volta dal rientro in veste di costruttore ufficiale, festeggia Renault, come non avveniva dal 2011.

La crescita della RS20 è certificata anche dagli avversari, con Andreas Seidl ad ammettere i 2-3 decimi di prestazione in più rispetto a una McLaren che ha accelerato l’introduzione delle novità aerodinamiche, ancora da esplorare e sfruttare appieno.

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Con maggior frequenza, nel ruolo di primo inseguitore dei big si candida Renault, pronta ad approfittare delle opportunità da gare con colpi di scena tra Mercedes e Red Bull. E Cyril Abiteboul lo porta a indizio dei miglioramenti prodotti: “Penso che la tempistica sia semplicemente un dato di fatto dei progressi della squadra. Da alcune gare è molto chiaro, capiamo meglio la macchina, l’assetto lavora meglio, sinceramente qui (al Nurburgring; ndr) eravamo un po’ spaventati perché era la prima volta che giravamo su una pista dal carico molto alto e la monoposto ha funzionato.

É chiaro come non sia ancora valida per conquistare un podio in circostanze assolutamente normali, però ciò che è positivo è che siamo in grado di afferrare l’opportunità quando si presentano”.

Il nodo affidabilità

Resta da correggere un’affidabilità che, ancora una volta, ha impedito a Ocon di centrare il risultato, oltre ad aver estromesso Lando Norris: “Devo dire una parola su Norris perché sembra si sia trattato di un problema legato al prodotto.

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Accade, non ci piace assolutamente, quale che sia il colore della macchina. È qualcosa che alza la pressione e tensione sui 60 giri, quando vedi che un buon risultato è alla portata. Anche sulle nostre macchine abbiamo avuto un paio di avvisi, abbiamo corso in condizioni in realtà estreme per le monoposto e non siamo abituati, perciò dovremo verificare”.

Ricciardo ha la RS20 che vuole

Un’abitudine, una sinergia tra macchina e pilota che trova sempre più Daniel Ricciardo, quarto nel mondiale Piloti con il podio del Nurbugring, 10 punti davanti a Sergio Perez: 78 contro 68, e un Norris a 65 che paga caro il ritiro.

“C’è assolutamente qualcosa che è scattata tra Daniel e la sua macchina e il suo ingegnere di pista, Ciaron Pilbeam. Sta facendo un lavoro eccezionale. Penso che sia cresciuto il livello di fiducia, semplicemente perché ha una macchina migliore con la quale è in grado di fare quel che davvero vuole.

La prevedibilità della monoposto è di gran lunga migliore di quanto non fosse abituato, perciò in generale è una buona relazione”, analizza Abiteboul.