Un anno fa saltava tra i dossi nell’est Europa e quelli in Africa, obiettivo Dakar. Fernando Alonso ha ritrovato la Formula 1, un lungo giro - 2 anni distante - prima di tornare e ripartire da Barcellona, da Renault, dopo esser passato dalle esperienze sul pick-up Toyota della Dakar e una 500 Miglia di Indianapolis vissuta per la seconda volta in carriera.

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Prepara il rientro nel 2021, con Alpine. Lo fa percorrendo 100 km al Montmelò, buoni per capire che macchina è la Renault RS20 portata a podio da Ricciardo, in una fase di costante crescita ma anche qualche intoppo sull’affidabilità ancora da sistemare. Chiedere a Ocon per info.

Giornata di lavoro e piacere

“Sto bene, ciao a tutti e ai tifosi Renault. È stata una buona giornata qui a Barcellona per il filming day, solo 100 km ma sono stati davvero speciali per me, con il ritorno su una F1 e nel team.

Restiamo con le dita incrociate per le ultime 6 gare di quest’anno, per Daniel ed Esteban, i risultati migliorano sempre più, li sosteniamo da casa.

Il feeling è buono, al momento ho sentito la macchina esprimersi meglio di me, sai non posso estrarre il massimo dalla macchina, non è così semplice tornare alla velocità in una Formula 1.

Ho migliorato giro dopo giro, provando a dare riscontri agli ingegneri. Dovevamo fare delle riprese, c’erano quindi le telecamere, i droni in pista, è stata per metà una giornata di piacere e per metà di lavoro”, racconta a fine giornata, dai social Renault.

RS20 ha del potenziale

Ha una posizione di osservatore privilegiato, già parte del team seppur in una sorta di “smart working” durante i week end di gara: “Ovviamente ho visto tutte le gare da casa, ho un bel setup, un computer fornito dal team, dal quale seguo gli onboard di Esteban, Daniel, posso seguire i team radio, i debrief, tutte le riunioni sulle strategie e sì, so tutto quel che accade a ogni week end.

Come detto, i risultati migliorano, il podio è stato davvero meritato per tutto il duro lavoro. Oggi è un filming day e una buona opportunità di sentire la RS20 tra le mie mani.

La macchina ha del potenziale e lo vediamo a ogni week end, sai restano ancora delle cose da migliorare e proveremo a farlo nel breve periodo”.

Cautela e determinazione

L’obiettivo resta sul 2022, per puntare al risultato importante, tornare a vincere. Con la buona base che si ritrovano però a Enstone, il 2021 può essere qualcosa in più di un campionato sul quale fare avanzare in fretta il nastro e mandare in archivio la cassetta. Fernando resta cauto sulle prospettive, un conto sono le premesse e un altro la pista: “Non so ancora dove mi posiziono. Io ho alte aspettative, sai guardando al team quest’anno, i progressi in campionato, nella posizione nei week end.

Al tempo stesso dobbiamo tenere i piedi per terra, sapendo che i regolamenti saranno più o meno gli stessi nel 2021, sappiamo che il deficit nel midfield verrà portato nel prossimo anno, Quindi, con piedi per terra ma tanta energia positiva per il prossimo anno. Abbiamo un gran team, gente di talento, grandi sponsor, tanti tifosi, abbiamo tutti gli ingredienti per fare un gran 2021”.

Inverno di costruzione

Racconta come sarà un ritorno al passato anche nel design del casco, si ispirerà alle grafiche del 2005 e 2006, piuttosto che all’attuale colorazione. Annate mondiali con Renault. E racconta i preparativi che lo attendono: Ci sono tante cose per prepararsi, la prima è il fitness, devi tornare in forma, allenarti sugli standard della Formula 1: il collo, la parte superiore dev’essere rinforzata.

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Il collo è ok dopo 100 km, vedremo però domani: finora è andata bene. Poi ci sono i preparativi in termini di comfort, la realizzazione del sedile, il volante, la posizione della pedaliera, tante cose che dobbiamo affrontare e con gli ingegneri abbiamo una buona connessione già, che ci permette di intenderci con uno sguardo.

Stiamo usando quest’ultima parte del 2020 e useremo l’inverno per costruire lo slancio”.

Adattamento semplificato

Ritrova la “casa” sportiva, dopo esperienze che ne hanno fatto un globetrotter del volante: Le Mans, l’Endurance, le sfide a Daytona, la Indy 500, la Dakar. Un saltare di abitacolo in abitacolo, per competere, sul quale aggiunge: “Le ultime 3 macchine guidate sono la Dakar a gennaio, la Indycar ad agosto, adesso la Formula 1. Non potrebbero essere più distanti tra loro, con la F1 è un po’ più facile perché è la cosa che ho guidato per tutta la vita; dopo 18 anni in F1, tornare è vero che ti mancano un po’ i punti di frenata, quanto in fretta si succedono le curve, le prestazioni, la velocità in curva, tante cose alle quali riabituarmi, ma avviene in un breve periodo rispetto a quanto serve per la Dakar o Indy”.