Così nervoso e troppo duro con se stesso. Il GP di Turchia per Max Verstappen è completamente da dimenticare. L'immagine di ieri che ha fatto il giro ovunque e che lo ritrae per terra, seduto spalle contro il muro alla fine del Q3 è stata ripresa anche dal twitter della Formula 1: "C'è una linea molto, molto sottile tra gioia e disperazione in Formula 1. Il più veloce in ogni sessione fino al Q3, è uno sconsolato Max Verstappen che riflette su cosa avrebbe potuto essere, dopo aver perso la sua prima pole position della stagione". E oggi non è andata meglio, anzi.

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Graziato dagli stewards

Nonostante la pioggia, variabile che normalmente illumina le prestazioni di Max, la troppa aggressività ha condizionato, come forse mai in questo Mondiale 2020, la sua gara. Il risultato? Un sesto posto, condito dai troppi errori, testacoda e anche l'investigazione a fine GP da parte degli steward. Fortunatamente il suo passaggio con l'anteriore destra sulla linea bianca della pit exit non è costato alcun tipo di penalizzazione, vista la poca chiarezza sull'accaduto. “Avendo rivisto ogni filmato da qualunque angolazione ed alla massima risoluzione possibile, i commissari non sono stati in grado di verificare con certezza che la vettura numero 33 abbia tagliato completamente la linea che separa la pit exit dalla pista”, si legge nella nota della Fia.

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La tristezza dell'ousider a sorpresa

Da grande favorito a grande outsider, è impossibile non rimanere impassibili nel sentire Max così avvilito: “Ad essere onesti è un giorno da dimenticare. Oggi è stata una gara molto difficile ed abbiamo sofferto dall’inizio alla fine. La partenza non è stata buona, ero quarto alla prima curva non avendo grip sul lato sporco della griglia. Sono risalito in terza posizione e ho provato a passare Checo Perez, ma improvvisamente la macchina mi è partita. Sono andato sul verde all’esterno del cordolo in maniera molto aggressiva e quindi ho fatto un paio di testacoda. Ho provato ad evitare il muro ma ho spiattellato le gomme, quindi mi sono dovuto fermare ai box.

Con gli pneumatici nuovi ho raggiunto gli altri molto velocemente, ma sorpassare è difficile essendoci stata solo una traiettoria percorribile, per altro già molto scivolosa di per sé. E’ stata una situazione frustrante: dovevamo aspettare soltanto che chi ci precedeva rientrasse ai box. La pista non si è asciugata, non potevamo rischiare di montare le gomme slick, quindi siamo rimasti con le intermedie ma si sono distrutte molto velocemente. Una gara davvero complicata, l'unica cosa fattibile era seguire le monoposto davanti in balia dell'assenza d'aderenza, cercando di sopravvivere e facendo di tutto per rimanere fuori dai guai. Non è stata una bella giornata e spero che non ci ritroveremo mai più in una situazione di pista così scivolosa”. 

Caos anche per Albon

C'è da dire che anche per Albon non è stata per nulla una buona gara. Il thailandese della Red Bull infatti si è smarrito anche lui sul più bello, finendo nel vortice di ghiaccio e testacoda proprio mentre era dietro Perez: "Ho sentimenti contrastanti, a un certo punto sembrava che fossimo pronti per la vittoria. Io e Max abbiamo avuto una brutta partenza, ma quando siamo andati ai box per montare le intermedie il nostro ritmo era veramente ottimo. Il secondo stint delle intermedie non è andato altrettanto bene, non avevamo né aderenza né ritmo. È difficile da capire il perché. Questo fine settimana è andato molto bene, sono contento dei progressi che abbiamo fatto. Non vedo l’ora di andare in Bahrain per ripartire“.