Attenzione al carico di aspettative. Chi sia Fernando Alonso non serve ricordarlo, né la totale versatilità che ha dimostrato nel percorso fuori dalla Formula 1, tra Indycar, Dakar, endurance nel WEC e a Daytona. Tutto noto, chiaro. Davanti c’è Alpine, un 2021 che può essere stagione da correre nelle posizioni medio-alte del gruppo, in lotta per posizioni inarrivabili quando lasciò McLaren nel 2018.

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Poi ci sarà il 2022 e l’opportunità di resettare almeno un po’ i valori in campo, sperare di tornare a essere vincenti. In Renault tessono le lodi del Fernando pilota, ossessivamente interessato a quali passi ha in programma la squadra di tecnici a Enstone, quando si inizierà a lavorare al 2022 – da subito, già il primo gennaio concentrati sull’obiettivo –, come si sta operando sul campo. E tra i volti che ritrova Alonso, oggi come nel 2004 c’è Alan Permane, da ingegnere di pista di Trulli e Fisichella a direttore sportivo della struttura odierna.

Stile di guida unico

Aneddoti, ricordi, per dire dei tanti pregi dell’Alonso pilota, “non sono mai stato ingegnere di Fernando, penso d’aver seguito un test a un certo punto, a essere incredibile è la sua velocità ma anche la sua capacità di adattamento.

Nel 2004 ero ingegnere di Trulli, ottenemmo il massimo, la vittoria a Monaco fu la mia prima come ingegnere di pista e fu speciale. Però Fernando aveva quel modo di guidare quella macchina, davvero martellava le gomme anteriori, per avere quell’inserimento davvero precisissimo e usarlo per stabilizzare la macchina, era molto aggressivo sulle gomme anteriori”.

Cambiò in un amen

E’ passato da ere tecniche e condizioni diversissime, Fernando. Fuori da quella parentesi Renault di successi iridati, mai con la miglior macchina del lotto. Delle doti camaleontiche, Permane approfondisce: “A quel tempo avevamo i rifornimenti ed era comune fare più pit-stop. Ricordo d’aver detto a Giancarlo Fisichella, a inizio 2005, che pensavo avremmo preso questo ragazzo perché avremmo avuto solo un treno di gomme per la qualifica e la gara. Fernando, dalla sera alla mattina, cambiò completamente il suo stile di guida per gestire quella regola della gomma singola e all’improvviso divenne gentilissimo sulla gomma anteriore sinistra. Penso che la sua capacità di adattarsi sia uno dei suoi punti forti cruciali.

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È chiaro come sia straordinariamente veloce però credo che l’adattabilità ed essendo in contatto nuovamente da quest’estate con lui in preparazione del prossimo anno, con l’attenzione al dettaglio, siano incredibili”.

Certezze di far bene

Con le giornate di test condotte recentemente ha avuto modo di tornare nel business, iniziare a lavorare sul campo con la squadra e capire da quali basi parte Renault. Forza buona per lottare per il quarto posto nel Costruttori, per il terzo nelle particolari condizioni Ferrari di questo 2020. Un contatto continuo, già da parte integrante della squadra, per Fernando, presente a Imola e nuovamente atteso nele gare finali del campionato: “Fa domande su domande su domande, ogni sorta di cose e continuamente, sarà un buon anno il prossimo. Lo sento dall’altro capo del telefono, nei week end di gara, messaggia dicendo ‘non dimenticate questo’, ‘pensate a questa cosa’ ed è seduto a casa! Segue le nostre riunioni da lì e pensi ‘ha detto una cosa sensata’, so che quando arriverà sarà dieci volte maggiore”.