E' una giornalista di successo, ma dice di non riuscire neanche a trovare le parole. Comprensibile, quando vedi tuo marito e padre dei tuoi figli avvolto dalle fiamme. Marion Jolles Grosjean, la moglie del pilota della Haas, ha affidato ai social il suo commovente pensiero.

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La lettera su Instagram

"Ovviamente questa notte non ho dormito.
E ad essere sincera non so esattamente cosa scrivervi, ma so che è giusto farlo, mi ha sempre aiutato. Sono onesta, non voglio mentirvi: stamani le parole non mi vengono facilmente. E questa cosa lo farà ridere, perché sa bene quanto sono loquace. Parlo dell'uomo al quale ho sempre scritto tanto. Non sapevo neppure quale foto postare. 

Che immagine scegliere di ieri? Le fiamme? Una delle sue in cui veniva tenuto in piedi dai soccorritori? Ciò che resta della sua auto? E invece alla fine ho scelto, un po’ stupidamente, questa qui. Perché indossiamo entrambi la stessa maglietta del suo titolo vinto in GP2. Quella con cui, a volte, ci dormo ancora. Avrei preferito che avesse su scritto la parola “supereroe”, al posto di “campione”, ma poco importa, poi ne faremo anche una così su misura. Per i nostri bambini, perché è così che abbiamo spiegato loro "l'inspiegabile".

Su Twitter, seppure in ritardo, ho spiegato loro cosa accadeva al papà con parole veloci, semplici, per proteggere subito soprattutto loro, prima di tutto e tutti. E ho raccontato loro dello “scudo d'amore” che lo ha salvato. Ma oggi bisognerà trovare nuove parole, inventare altre frasi per esprimere quello che sentiamo, le troveremo insieme.
Parole di gratitudine per gli uomini dell'auto medica, di amicizia per Jean Todt e la sua immancabile umanità. Grazie a tutti voi che avete dimostrato il vostro sostegno e il vostro affetto, così preziosi per noi.

Grazie alla famiglia di Jules Bianchi e a suo padre Philippe, al quale non smetto mai di pensare. A Jules stesso. A Kevin Magnussen, per le sue parole. A Canal+ per la loro delicatezza. dimenticherò sicuramente qualcuno nei ringraziamenti, e chiedo scusa per questo.
E ringrazio i nostri figli, che lo hanno spinto fuori dall'inferno. Grazie al suo coraggio, alla sua determinazione, alla sua forza, al suo amore, al suo allenamento fisico che probabilmente lo ha aiutarlo a tenerlo cosciente (Kim, Dan, vi voglio bene ragazzi). Non è stato un solo un solo miracolo quello di ieri, ma ne sono stati tanti tuttti insieme.

Vi abbraccio tutti”. 

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