Nel toto nomi c'è anche lui. Luca Cordero di Montezemolo al posto di Louis Camilleri? L'ex presidente della Ferrari, nonché amministratore delegato fino allo scorso settembre del 2006, sarebbe disposto a tornare a Maranello pur di risollevare le sue sorti.

Dopo l'addio di Louis Camilleri, improvviso e per motivi strettamente personali, il manager bolognese ammette di essere "molto preoccupato" visto il momento difficile che vive la Rossa. E non esclude una nuova avventura in Ferrari: "Se ci sono possibilità che io possa tornare in Ferrari? La domanda non va posta a me: nessuno mi ha chiesto nulla. Penso di sapere quali sono i problemi da affrontare in tempo ma, come si dice, io ho dato e ora vedo con grande dispiacere una Ferrari doppiata, fuori dai primi posti. È un momento difficile per la scuderia, sono preoccupato".

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I tifosi felici per un suo ritorno 

Il suo intervento a "La politica nel pallone" su Rai Gr Parlamento sta già scatenando il dibattito sul web e accendendo l'animo dei tifosi ferraristi, ai quali non dispiacerebbe per nulla rivederlo a Maranello, visto i grandi trionfi che la sua era, insieme a Marchionne, ha portato nella bacheca Ferrari.

"Questa è una Ferrari molto diversa dalla mia, dà grandissima attenzione al titolo in borsa, ha aumentato la produzione delle macchine e per la prima volta ha un vertice che non conosce la Formula 1 - ha detto Montezemolo, pronto anche a consigliare bene l'azienda sul prossimo successore di Camilleri -. Dopo le dimissioni di Camilleri spero scelgano bene il nuovo amministratore delegato, perché c'è una squadra da rafforzare. Mi spiace perché ci sarebbe stata una persona perfetta per guidare la Ferrari: parlo di Stefano Domenicali, che sono certo farà molto bene nel nuovo ruolo. Se volessero sentire qualche suggerimento, sarei ben lieto di darne. Voglio molto bene alla Ferrari. Questi sono momenti molto difficili non solo per la mancanza di vittorie e io voglio evitare di creare ulteriori elementi di polemica".

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Uno come lui l'ambiente lo conosce molto bene e si sbilancia anche sui motivi che hanno portato la Ferrari a questo Mondiale 2020 assolutamente anonimo e scarsissimo di risultati in pista: "Cerco di essere costruttivo ma sono preoccupato, perché la Ferrari non ha mai fatto neanche un giro in testa in tutto il Mondiale. Ci sono problemi che vengono da lontano e creano interrogativi sul futuro.

Ci sono due tipi di problemi. Innanzitutto un'organizzazione orizzontale che in Formula 1 non regge: è tipico di chi non ha esperienza e conoscenza e forse neanche l'umiltà di vedere come sono organizzate le migliori squadre o come era organizzata la stessa Ferrari. In secondo luogo per vincere bisogna avere in squadra qualche elemento che faccia la differenza e porti competenze nuove. Io avevo una squadra fortissima, perché ho sempre cercato di scegliere persone preparate".