Protagonisti, comunque la si legga. In pista e fuori, per i risultati e le polemiche di un copia-incolla tecnico riuscito particolarmente bene dai primi della classe. Protagonisti sul mercato, perché appiedare Perez e dare un sedile a Vettel sono comunque mosse che restano. Ecco, Racing Point non s’è fatta mancare nulla in un 2020 straordinario per acuti, tra la vittoria di Sakhir di Perez, i podi con Checo e Stroll, fino agli stop ai piloti causati dal coronavirus: due volte Perez, una Stroll.

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È riuscita a mancare un piazzamento che, per velocità del progetto, sembrava essere alla portata: il terzo posto nel mondiale Costruttori. Invece, a far festa e una McLaren “passista”, con un buon progetto – tante recriminazioni per Sainz bersagliato dai ritiri – ma per velocità pura secondo alla RP20. La battaglia a metà schieramento è stata serrata come mai prima e ha avuto Renault ottimo incursore, alla fine quinta nel mondiale.

Scelte discutibili

C’è delusione per come è andata a finire e, col senno di poi, scelte strategiche come quella altamente penalizzante per Nico Hulkenberg a Silverstone – mentre era in corsa per un piazzamento a ridosso del podio, davanti a Stroll – e con Sergio Perez a Imola, con una tattica suicida a privarlo di punti che, oggi, avrebbero fatto la differenza.

Ha tanto su cui riflettere Racing Point, Aston Martin in divenire, al di là dell’ultima recita nel GP di Abu Dhabi.

“E’ una serata difficile, nella quale le cose non sono andate a nostro favore. La gara di Lance è stata gravemente compromessa dall’essere stato bloccato, deliberatamente, da Sainz a guidare lentamente nella pitlane, mentre Sergio si è ritirato al 10° giro per una perdita di potenza”, analizza il team principal. Manovra per la quale Sainz non è stato penalizzato dai commissari, a esaminare l’episodio dopo il GP.

2020 di occasioni mancate

“Questi sviluppi ci hanno lasciato con un compito tutto in salita per mantenere il terzo posto nel mondiale Costruttori e, alla fine, finiamo appena 7 punti distanti dall’obiettivo.

È stato un anno di occasioni mancate per svariati motivi, compresa una più che sufficiente porzione di sfortuna che ci è costata preziosi punti”, prosegue Szafnauer.

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Una squadra che per correre tra i grandi ha ancora molto lavoro da fare, sul piano strategico in primis, dove l’esperienza di Vettel sarà un fattore cruciale per la lettura che ha il tedesco della gara. Al futuro si proietta Szafnauer, ammettendo che “prenderemo la delusione di stasera con professionalità e ci concentreremo sugli aspetti positivi di una stagione incredibilmente competitiva, nella quale abbiamo vissuto grandi momenti.

Abbiamo dimostrato di avere una macchina e un team competitivi, che saranno una fantastica base per ripartire ancora più forti nel 2021 con il nome Aston Martin”.

Base sulla quale, ancora, ci saranno componenti firmati Mercedes, con la nuova sospensione posteriore utilizzata quest’anno dalla W11.