Al momento l'impronta è chiara, in una livrea Haas che rappresenta appieno il peso dello sponsor, la Uralkali dei Mazepin. A ben vedere, che non possa correre per i colori nazionali, Nikita, nel mondiale alle porte è un dettaglio di poco conto, tanto è presente il rosso-bianco-blu della Russia sulla VF-21. 

A Mick Schumacher il compito di dare altra impronta al 2021 Haas, la propria. Ha addosso gli occhi di tutti, non potrebbe essere diversamente e da tempo ha fatto l'abitudine a una condizione che ha saputo gestire con presenza e modi tipici di una maturità diversa, maggiore, rispetto ai 21 anni sulla carta d'identità.

Guarda la Haas che porterà in pista dal Bahrain e non si cura troppo di quello che è contorno: "I colori non mi preoccupano, fintanto che la macchina sarà veloce sarò contento. Vedo solo i colori del team, è una macchina molto piacevole ed è bello vederci sopra il numero 47. Non vedo l'ora di farci i primi giri".

Imparare e cogliere le opportunità

Ecco, sperare che la Haas sia veloce e permetta un dignitoso apprendistato è un interrogativo sul quale è lecito dubitare. Il team è proiettato completamente allo sviluppo della macchina 2022 e non sono stati spesi nemmeno i gettoni di sviluppo concessi per l'aggiornamento del progetto 2021. 

Dovrà essere un campionato nel quale mettersi in mostra con quel che ci sarà, a partire da una power unit Ferrari attesa in netta crescita: "Non vuol dire che non avremo alcuno sviluppo, che non spingeremo. Proveremo a essere nel metà gruppo e cogliere ogni chance che potremo. Non vedo l'ora di affrontare questa sfida", dice Mick Schumacher, con il focus già orientato sulle coordinate di Sakhir, tre giorni di test nei quali verificare anzitutto come si sta in macchina.

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Dai test le risposte sulla posizione di guida

"Adesso mi proietto al primo test, so cosa devo fare, come lavorare con la squadra e come passare in rassegna tutte le verifiche in modo da essere pronti al meglio per la prima gara

La prova sedile è durata dalle 8 del mattino alle 10:30 di sera. Non è stata per nulla facile, il cockpit è decisamente stretto ma sono fiducioso sia andata bene. Avrò la certezza solo dopo alcuni giri, quando riesci a verificare dove sono presenti eventuali punti di pressione", spiega.

Primo obiettivo: finire il GP

1991-2021, da Spa a Sakhir, dal debutto di Michael a quello di Mick. C'è giusto la cifra tonda, 30 anni a separare due inizi, in condizioni che non potrebbero essere maggiormente diverse. Lui, Mick, ripete come sia "felicissimo e orgoglioso di riportare il nome Schumacher in Formula 1. È anche un incentivo per me a lavorare il più duramente possibile. Voglio centrare la perfezione e spingere in ogni opportunità che avremo. 

Le emozioni arriveranno una volta che sarò in gara, assolutamente. Spero di finire la prima con un gran ghigno in faccia e le farfalle nello stomaco".