GP Austria: i top e flop

GP Austria: i top e flop© Getty Images

Promossi Verstappen, Norris e Bottas, a cui va un incoraggiamento nelle settimane decisive per il suo futuro. Giornata da dimenticare per Perez, male anche Tsunoda e Mazepin

Matteo Novembrini

5 luglio

FLOP

Sergio Perez

Ne ha combinata una più di Bertoldo e su questo c'è poco da stare allegri. Frettoloso in avvio con Norris, nervoso più avanti con Leclerc, falloso per tutto il GP. Stavolta il Checo solitamente consistente in gara ha lasciato spazio al Checo pasticcione che è riuscito a buttare via un'occasione di portare a casa un bel podio e soprattutto di fare un altro passo avanti verso il rinnovo di contratto. Con una Red Bull così competitiva, è stato fuori luogo rischiare il tutto per tutto dopo soli 4 giri, peraltro all'esterno di una curva difficile e con un cliente scomodo come Norris. Serviva più pazienza in quel frangente, per due motivi semplici: sulla distanza la Red Bull era più competitiva di una pur ottima McLaren e soprattutto Lewis Hamilton, antagonista del suo caposquadra, era dietro e lì occorreva tenerlo. Ragione per cui c'era tutto il tempo di prendersela comoda, aspettare un momento migliore, lavorando ai fianchi Norris piuttosto che tentare un attacco alla garibaldina. Come ha detto Lando, Perez è finito fuori senza contatto alcuno rovinando la sua domenica: da lì è stata una difficile e faticosa rincorsa verso un 6° posto che significa poco se non un bel potenziale non concretizzato. Si è preso due penalità, si è scusato perché non si è riconosciuto in quel modo di correre, ma l'asinata resta: con un Hamilton in difficoltà con il fondo, essergli finito dietro non farà contenti i suoi capi.

Yuki Tsunoda

Errare è umano, perseverare è diabolico. Altro GP con pochi sorrisi e parecchi dubbi su un Yuki Tsunoda che è riuscito nell'impresa non solo di beccarsi una penalità per un'infrazione che capita di rado, ma anche in quella di ripetersi due volte nella stessa gara, ad una quarantina di giri una dall'altra. Ha tagliato la linea bianca di ingresso box e sulla punizione di 5” (10" in tutto) non c'è neanche da discutere, perché è uno dei pochi punti chiari e non interpretabili di un regolamento infinito. In una domenica in cui non sarebbe stato facile di per sé fare una bella gara per via dell'obbligo di partire con la morbida, la doppia penalizzazione ha distrutto le speranze di un'AlphaTauri che si è consolata con i 2 punti di Gasly, ancora una volta bravissimo ed unico dei quattro piloti a scattare con la C5 (i due della scuderia faentina e le due Aston Martin) a salvare il risultato. Per Yuki un'altra bocciatura, cosa che sta diventando pericolosamente un'abitudine.

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Nikita Mazepin

Ad inizio weekend ha reso noto il fatto di disporre di un telaio di qualche chilo più pesante rispetto a Schumacher, giustificando in qualche modo la differenza prestazionale tra lui ed il tedesco. Qualche chilo in meno fa sempre comodo e di questo bisogna dargliene atto, anche se è difficile immaginare che sia tutto e solo spiegabile con un peso maggiore della sua macchina. Inoltre dopo le qualifiche si è lamentato del comportamento che alcuni piloti hanno tenuto nel Q2, quando questi hanno violato l'accordo di non superarsi nel terzo settore prima di lanciarsi, nella situazione che ha portato Vettel, sorpreso proprio da questi piloti, a frenare Alonso. Nikita ha affermato che con lui ci sono state critiche più feroci quando a sua volta si è comportato così, dimostrandosi infastidito dalla differenza di trattamento. In gara però sugli otto piloti investigati per la velocità tenuta con la doppia bandiera gialla nel punto dell'incidente che ha coinvolto Raikkonen e Vettel, solo lui e Latifi sono stati penalizzati. Non è cambiata la sua posizione finale, mentre il distacco ufficiale dal compagno di squadra è salito da 21” a 51”, proprio per i 30” assegnatigli a fine corsa. Rispetto a Mick ha provato una strategia a due soste “che non ha funzionato”, parole sue, ed è tutto quello che resta da dire sulla sua gara.

GP Austria: la gara in 5 punti

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