"Oggi ho ucciso mia madre". Enzo Ferrari usò un'espressione forte, nel tumulto di emozioni che gli squarciavano il cuore quel pomeriggio di 70 anni fa. Era il 14 luglio 1951, a Silverstone. Fu il giorno della prima vittoria della Ferrari in Formula 1, la prima di 238. Fu il giorno in cui una piccola casa automobilistica con sede nel modenese cominciò la sua scalata al regno dei Gran Premi.

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Gonzalez e la 375 F1 nella storia

Artefice di un successo consegnato alla storia fu un argentino voluto da Enzo Ferrari, quel José Froilan Gonzalez detto "El Cabezon" per i motivi che potete immaginare. Gonzalez in vita sua vinse solamente due GP, ma ha fatto in tempo ad entrare negli annali del Cavallino Rampante ed a restarci per sempre con quella domenica leggendaria. Con la squadra di Maranello vinse poi anche una 24 Ore di Le Mans tre anni più tardi, un palmarès per cui la Rossa gli sarà per sempre grata. Di lui il Drake ricordava l'incredibile discontinuità di un pilota fortissimo quando c'era da correre all'arma bianca ed inspiegabilmente mansueto quando invece serviva tenere dietro gli avversari. Non quel giorno però, quando Gonzalez fu più forte anche del suo alter ego, quel Juan Manuel Fangio che quella volta dovette accontentarsi di guardare il connazionale da lontano. Ci furono degli scambi di posizione, con sorpassi e controsorpassi, prima che Gonzalez cambiasse marcia: e quel sabato (sì, si correva di sabato) nemmeno Ascari, ritirato per noie meccaniche, si sentì di prendere il posto di Gonzalez sulla 375 F1. Era l'epoca in cui in F1 si poteva ancora condividere lo stesso volante, dandosi il cambio tra un pit-stop e l'altro, ma quella volta al volante meritava di starci José Froilan per tutta la gara. Perché lui e la 375 F1 progettata dal livornese Aurelio Lampredi, quel giorno, erano destinati a qualcosa di magico.

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Le memorie di Enzo

Gli sconfitti furono proprio Fangio e l'Alfa Romeo. Quel marchio mitico che Enzo Ferrari aveva contribuito ad alimentare gestendo le vetture del Biscione per gli arcaici circuiti mondiali a cavallo delle due guerre, un marchio dal quale si era staccato per crearne uno suo. Non erano mancate tensioni, quando il Drake dovette firmare un accordo che gli impediva di costruire vetture con il suo nome per un determinato periodo di tempo. Eppure, a lui l'Alfa Romeo era rimasta nel cuore, un pezzetto di cuore che non lo avrebbe mai più abbandonato, neanche quando si erano ritrovati avversari in pista. E nel libro delle sue memorie, il ricordo del primo successo in F1 resta uno dei più belli: "Quando nel '51 Gonzalez su Ferrari, per la prima volta nella storia dei nostri confronti diretti, si lasciò alle spalle la 159 e l'intera squadra dell'Alfa, piansi di gioia, ma mescolai alle lacrime di entusiasmo anche lacrime di dolore, perché in quel giorno pensai: 'Ho ucciso mia madre' ".

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