GP Belgio: 30 anni dopo, c'è un nuovo Schumacher a Spa

GP Belgio: 30 anni dopo, c'è un nuovo Schumacher a Spa© REUTERS

Il 23 agosto 1991 Michael disputava le libere del primo GP della vita, su una pista indissolubilmente legata al cognome Schumacher, mentre oggi Mick si appresta a vivere la sua prima volta nelle Ardenne con una F1

Matteo Novembrini

23 agosto

Ci sono fine settimana di gara apparentemente insignificanti che diventano inaspettatamente spartiacque per la storia della Formula 1. Fu così nel 1991, in Belgio, quando Michael Schumacher, nel fine settimana dal 23 al 25 agosto, mosse i primi passi della sua carriera nel Circus. Oggi, 30 anni dopo, un altro Schumacher si appresta a vivere la sua prima Spa su una pista iconica, leggendaria e fortemente legata al cognome Schumacher: da Michael a Mick, le Ardenne sono un posto speciale.

GP Belgio 1991: Michael si presenta al mondo

Mick sa già che questo venerdì metterà le ruote in pista su un tracciato spettacolare, Michael invece che avrebbe corso lo seppe solamente pochi giorni prima. Non potrebbe essere più diversa, la prima Spa-Francorchamps per i due Schumacher. Per Mick si tratterà del GP numero 12 della carriera, per Michael invece fu la prima di sempre ed in circostanze a dir poco bizzarre. La storia è arcinota: la Jordan si ritrovò con Bertrand Gachot fermato dalla polizia a Londra dopo una rissa, e patron Eddie si ritrovò senza pilota; nella fretta di trovare un sostituto, Willy Weber fu il più lesto di tutti a sottoporre all'attenzione dell'irlandese il nome di Michael Schumacher. Dopo dei test a dir poco convincenti a Silverstone (Michael mise a segno il record sul giro della scuderia), Eddie accettò chiedendo però una cifra non indifferente: ci pensò la Mercedes, casa con la quale Michael era impegnato nei Prototipi, a garantire il pagamento. Fu qui che nacque la favola di Michael Schumacher. Uno a cui bastò pochissimo per entrare nei taccuini che contano, leggasi quello della Benetton di Flavio Briatore, che pensò bene di offrirgli una macchina sin dalla corsa successiva di Monza. In Belgio Schumi andò benone su una pista che aveva scoperto solo con un giro in bicicletta, strappando uno strepitoso settimo tempo in qualifica per poi ritirarsi dopo qualche centinaio di metri in gara, al primo giro, con la frizione andata. Ma per Briatore era stato sufficiente, e tanto bastò per convincerlo: sarà una fortuna per Michael e per lui. 

Una pista ed un cognome strettamente legati

Michael poi avrebbe vinto più di chiunque altro a Spa, con i suoi sei successi nell'università delle 4 ruote. Correre qui lo emozionava sempre: e per uno strano disegno del destino, fu qui che festeggiò i 20 anni di carriera nel 2011 e sempre qui a tagliare il traguardo, l'anno dopo, dei 300 GP in carriera, nella sua ultima visita sulle Ardenne, laddove aveva colto il primo successo nel 1992. Per Mick, invece, questa sarà la prima Spa in F1, ma anche lui può già annoverare delle memorie; c'è la sua prima vittoria in F3 che gli spianò la strada verso il titolo, c'è il terribile ricordo della scomparsa di Anthoine Hubert nella gara cui prese parte anche lui nel 2019, c'è lo struggente giro di pista nel 2017, a 25 anni dal primo successo di Michael, a bordo della Benetton B194, macchina con cui papà vinse il primo titolo. Spa-Francorchamps e Schumacher: una pista, un cognome ed una lunga storia.

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