Per evitare che "le contromisure si limitavano all'invettiva" alla Formula 1 serve riunirsi - squadre, organizzatore e organo di governo che è la FIA - per normare situazioni come quelle vissute nel GP del Belgio. Troppo pericolose le condizioni create dal meteo per correre, il dato è pacifico.

Assolutamente iniquo verso il pubblico calare il sipario come se la corsa si fosse in qualche modo esaurita. Con Safety Car, in 4 ore di attesa infruttuosa, con l'impressione difficile da confutare che l'assegnazione dei punti e la dichiarazione di evento valido per il campionato abbia avuto risvolti più ampi, commerciali, impattanti sul promoter dell'evento belga.

3 giri dietro SC non fanno una gara

"È stata certamente una giornata deludente, volevamo correre, i piloti volevano correre e, ovviamente, volevate vederci correre.

Penso che la FIA abbia fatto tutto quello che poteva in gara, è chiaro che non possono controllare il meteo. Hanno fatto tutto per mettere, prima di ogni cosa, i piloti al sicuro poiché le condizioni non consentivano di gareggiare.

I regolamenti dicono che, dopo aver fatto alcuni giri, può chiamarsi gara e questo è l'aspetto che andrà rivisto. Non c'è nessuno penso che abbia sostenuto come il meteo fosse in condizioni sicure per gareggiare, però ci servono soluzioni migliori come sport quando si verificano questo tipo di situazioni. L'esito non dovrebbe essere una gara dopo 3 giri dietro alla Safety Car". Così ha parlato Zak Brown, direttamente ai tifosi, su Twitter. 

L'ipotesi rinvio

L'impraticabilità di pista, fosse il parallelo con il calcio, andrebbe risolta con un "rinviato a data da destinarsi". Tutt'altro che semplice operare in tal senso. Alla F1 va dato atto d'aver scritto calendari comunque in grado di offrire uno spettacolo in anni di Covid-19, navigando tra mille difficoltà.

Immaginare un rinvio del Gran Premio di 24 ore è tutt'altro che semplice, pur in presenza di un back-to-back a poche centinaia di chilometri di distanza, quelli che separano Spa da Zandvoort. Questioni logistiche più ampie entrano in gioco. Oltre a essere una previsione del tutto assente dai regolamenti. Cancellare l'evento, non assegnare punti e aprire al rimborso dei biglietti? Decisione drastica, dai mille risvolti economici.

Al lavoro per una soluzione

"Le regole andranno riviste da tutti noi, dovremo imparare da quanto accaduto e capire cosa dovremmo fare diversamente in questo genere di situazioni, per assicurarci che l'esito sia, per tutti, di avere la loro gara. 

Che si tratti di un rinvio al giorno successivo, di un ritorno in un'altra data: è tutto reso problematico dalla programmazione. Però, direi che oggi (ieri; ndr) nessuno può dire di aver ritenuto giusto chiamare gara quella che c'è stata. Ci lavoreremo e speriamo che qualcosa di simile non avvenga di nuovo", conclude Brown.