In un certo senso questo Gran Premio di Russia (che sarà visibile in diretta su NOW) è cominciato a Monza, al 26° giro. Cioè quando Lewis Hamilton e Max Verstappen, nella nuova puntata di "incontri ravvicinati", sono andati a toccarsi e buttarsi, per la prima volta, fuori insieme. Solo che a beccarsi la penalità è stato Max, una penalità che ha cambiato subito faccia alla prossima tappa di Sochi.

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Max: penalità sì o no?

Sì, perché la decisione dei commissari potrebbe spingere la Red Bull ad introdurre sulla vettura numero 33 la quarta unità motrice, mandando Verstappen in penalità. Dopo il motore danneggiato nel botto di Silverstone, a Milton Keynes si sono rassegnati già da un paio di mesi a dover ricorrere ad un motore più del dovuto, con annessa penalizzazione e relativa partenza dal fondo di un GP. Sochi, con la penalità in griglia, potrebbe essere l'occasione giusta: partire due o tre posizioni dietro ad Hamilton in casa Red Bull viene visto come un handicap non indifferente, per questo motivo si pensa alla sostituzione. Anche perché, a Sochi, passare si può: e la Red Bull è convinta che, se non può vincere, tanto vale scontare la penalità e dare l'assalto al podio con una rimonta difficile ma non impossibile. A seconda della scelta del team diretto da Christian Horner il fine settimana assumerà un volto molto, molto diverso. Non è neanche da escludere, anzi è probabile, che i bibitari vogliano aspettare le qualifiche: se Max fosse il più veloce, partire dalla quarta posizione, considerando l'effetto scia verso curva 2, potrebbe non essere un dramma; partire invece in sesta, ad esempio, potrebbe essere già un'altra cosa. In quel caso, la Red Bull si rassegnerebbe alla vittoria Mercedes, mettendo a bilancio un GP di Russia totalmente sulla difensiva, al solo scopo di limitare i danni. Questo perché, penalità o meno, Sochi è un fortino su cui la Mercedes non è mai stata battuta: dal 2014 ad oggi, nelle precedenti sette edizioni la casa della Stella ha portato a casa cinque pole position (tre prime file complete), sette vittorie (cinque doppiette) e quattro giri veloci. Abbastanza per parlare di dominio in terra russa.

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Circuito cittadino, ma veloce

Statistica favorevole non vuol dire garanzia di successo, sebbene i progetti Mercedes sul tracciato di Sochi sono sempre andati benone. La W12, però, quest'anno ha sofferto le curve lente e la squadra di Toto Wolff vuole massima cautela per il ruolo di favorita a Sochi. Pista esternamente coreografica ed intrinsecamente povera di sfide, piatta come poche e mai entusiasmante: non è la miglior cartolina possibile, ma questo racconta la storia della pista nata nel centro olimpico che ospitò le Olimpiadi Invernali del 2014. Un tracciato amato da nessuno, e che nessuno, probabilmente, rimpiangerà quando la F1 si trasferirà a San Pietroburgo nel 2023. Prima però ci sono due edizioni da affrontare, e questa, in particolare, può pesare nell'economia del campionato. Bisogna stare lontano dai muretti, questa è la prima regola, anche se le sconfinate vie di fuga danno una buona mano; la pista si affronta con l'assetto meccanico tipico dei cittadini, alla ricerca della precisione in inserimento sull'avantreno e della giusta trazione al posteriore, il tutto nel tentativo di sfruttare al massimo gomme Pirelli (in pista con le tre mescole più morbide) che in Russia, al netto di neutralizzazioni a sconvolgere le strategie, non dovrebbero avere problemi a coprire la distanza di gara con una sola sosta. Questo però non deve trarre in inganno: gestire i pneumatici a Sochi, soprattutto quelli posteriori, non è mai banale causa notevoli sforzi in trazione che provocano un aumento notevole di temperatura nelle coperture. In questo sarà importante avere un ottimo assetto meccanico finalizzato alla massima aderenza possibile, mentre meno facile da inquadrare il compromesso aerodinamico, per via dei grandi allunghi (quello di partenza verso curva 2 e quello sul lato opposto dopo curva 10)  che caratterizzano il cittadino russo. Considerando però il grande carico che sono capaci di generare queste monoposto tra diffusore e corpo vettura, si può pronosticare che in tanti azzarderanno un carico aerodinamico medio-basso per ovviare alle esigenze per le velocità di punta. In tutto questo, le power unit giocheranno ancora una volta un ruolo fondamentale, non solo per quanto riguarda la potenza pura ma anche e soprattutto per la gestione della parte ibrida, che deve essere in grado di fornire energia per tutto l'arco del giro, cosa non banale considerando per quanto tempo si sta sul gas a Sochi.

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Prosegue la lotta per il podio nel Costruttori

Le linee guida del 15° appuntamento del mondiale sono queste, per un fine settimana vincolato alla decisione Red Bull di montare o meno la nuova power unit a Verstappen. Dietro a Mercedes e Red Bull la McLaren e la Ferrari sulla carta dovrebbero giocarsi il ruolo di terza forza: la MCL35M per l'efficienza aerodinamica vista molto bene a Monza, la Rossa per l'ottima trazione che ha dimostrato di avere in uscita dalle curve lente. A loro potrebbe inserirsi un'AlphaTauri, almeno quella tra le mani di Gasly, che ha dimostrato di essere una vettura complessivamente in grado di adattarsi a qualunque tipo di circuito. Ci saranno opportunità, e ci saranno per tutti se nei prossimi giorni verrà confermato ciò che le previsioni meteo annunciano per il fine settimana: la pioggia dovrebbe cadere abbondantemente nelle giornate di sabato e domenica, regalandoci la prima Sochi "bagnata". 

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