Dopo Sochi, l'ambiente Red Bull guardava alle sette gare restanti, decisive per il mondiale, con la fiducia di chi se la sarebbe giocata alla pari, senza più piste marcatamente favorevoli a Mercedes.

Il GP di Turchia è in archivio e l'esibizione Red Bull è stata lontana dall'essere una concreta minaccia per Bottas. Nonostante tutto, ripartono alla volta di Austin con una testa del mondiale Piloti riconquistata. Ma anche con rinnovati sospetti, ancora intorno alla power unit Mercedes.

La richiesta di chiarimenti avanzata dopo la pausa estiva, intorno al funzionamento del polmone di aspirazione del V6 Mercedes, non ha sortito effetti presso la FIA, che non ha inteso di dover procedere. Tutto regolare.

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Un minor carico non basta più

Non parla chiaramente di irregolarità, Christian Horner, pur instillando il dubbio che in Mercedes abbiano qualcosa in più che permette velocità di punta molto elevate, nel confronto con Red Bull. 

"La loro velocità in rettilineo ha compiuto, recentemente, un passo in avanti significativo e credo che, laddove prima riuscivamo a eguagliarli con ali meno cariche, adesso non riusciamo ad avvicinarci.

L'abbiamo visto in particolare su questa pista, dove soprattutto Lewis aveva un significativo vantaggio di velocità massima con un'ala posteriore più grande. Dobbiamo massimizzare il nostro pacchetto il più possibile, è sorprendente che abbiamo compiuto il passo avanti che hanno fatto con la power unit", analizza Horner.

Non gli unici ad aver chiesto chiarimenti

Tutto il campionato si è corso su due scenari paralleli: il confronto in pista e quello politico, con proteste e richieste di chiarimento su soluzioni tecniche dell'uno e dell'altro. A mettere i puntini sulle "i", Horner ribadisce: "Solo per essere chiari, non abbiamo protestato contro la power unit, abbiamo sollevato alcuni interrogativi, come fanno tutte le squadre. 

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Comunque non è stata solo Red Bull, ci sono stati anche altri Costruttori che hanno sollevato domande e continuano a essere poste. Spetta alla FIA verificare e sorvegliare, ma quando hai un'elevata velocità di punta, superiore a quella di un DRS aperto, fa decisamente impressione. Lewis soprattutto era 15-20 km/h più veloce dopo la piega sul rettilineo". 

I prossimi appuntamenti in calendario vedranno un fattore power unit contare parecchio a Austin, poi a Interlagos, un po' meno a Città del Messico, dove la minore densità dell'aria e il ridotto drag avranno un ruolo preponderante.

"Dobbiamo trovare un po' di velocità di punta, forse loro hanno utilizzato una diversa configurazione aerodinamica, ma c'è della velocità da trovare. Arriveranno piste che speriamo si addicano a noi, sappiamo però come Austin sia territorio di Hamilton, dovremo esprimere il nostro miglior gioco".