Il GP degli Stati Uniti ha già iniziato a tirare la volata alla corsa al mondiale, nonostante siamo solo alle prove libere e a sei GP dalla fine.

Tra Verstappen e Hamilton, infatti, c’è stata la prima scintilla. Prove libere due. L’olandese passa il campione del mondo a due curve dall’inizio del giro lanciato, prendendogli la posizione, facendo proprio quella manovra che manda ai matti tutti i piloti, perché ti distrae, ti prende il ritmo, ti rovina la concentrazione mentre stai per andare all’attacco al tempo.

La provocazion di Max

Ed Hamilton (leggi qui cosa ha detto) è cascato nella provocazione, andandosi a riprendere la posizione mandando largo il rivale, in curva 1, dopo averlo affiancato per tutto il rettilineo principale.

In pista, Max ha salutato Lewis con il “dito medio”, davanti ai microfoni: “Non ho capito bene cosa è successo…”

Problemi di assetto

Clima rovente a parte, le prove libere non sono state molto lineari per Verstappen. I tempi delle FP1 e delle FP2, rispettivamente 1:35.806 e il 1:35.824, testimoniano una performance non proprio brillante.

La difficoltà maggiore è stata trovare l’assetto giusto tra le sconnessioni dell’asfalto texano: “Solo nelle FP2, con le gomme soft, sono riuscito a mettere assieme un buon giro, ma nel complesso non sono state sessioni semplici. La pista ha molti dossi, e non è facile trovare l’assetto giusto, ma abbiamo trovato aspetti positivi sui quali lavorare nel corso della notte. Sia nel long run, sia nella simulazione di qualifica non siamo andati male, solo c’è stato un po’ di casino in pista”.