Wolff: "Vittoria fuori portata, in Brasile saremo più vicini"

Wolff: "Vittoria fuori portata, in Brasile saremo più vicini"© LAT Images/Mercedes F1

Le due gare in quota sono snodi cruciali del mondiale, Red Bull e Verstappen hanno un margine ampio quando mancano quattro appuntamenti al termine

F.P.

8 novembre

Non c'è solo una Red Bull fortissima, che in Messico vince ancora di prestazione pura, perché in gara Verstappen è stato inarrivabile. Molto più che a Austin, dove comunque quella velocità in più sul passo gara era evidente e si è rivelata nel primo e ultimo stint. C'è un Sergio Perez che ancora una volta è stato fattore tattico da gestire per Mercedes. 

Vinto un secondo posto

C'è, soprattutto, una W12 che cerca piste potenzialmente favorevoli. Sulla carta, sempre più "straccia", visto quel che è avvenuto proprio negli USA. Toto Wolff rilegge le prestazioni della monoposto nel GP del Messico ed è un'ammissione di inferiorità. 

Attesa per certi versi, messa in dubbio dal risultato della qualifica, confermata con l'esito di una gara che avrebbe potuto scrivere un copione chissà diverso se Bottas avesse corso con logica al via e non spalancato la traiettoria pulita perché Verstappen staccasse come fosse un giro da pole.

"Si è trattato di limitare i danni per Lewis, è stata una gara davvero difficile ma ha guidato alla grande a essere sincero e resistere in seconda posizione. Probabilmente la macchina era buona solo per un terzo posto ma siamo riusciti a tenere il secondo", dice Wolff.

Ecco, una macchina che dovrà volare a Losail, Jeddah e Abu Dhabi, sperando in un Verstappen che non sia ombra di Hamilton. Questo, posto che in Brasile Red Bull faccia Red Bull. Ovvero, corra con il vantaggio visto in Messico e, perché no, porti lassù in qualifica anche un potenziale disturbatore come l'ottimo Gasly su AlphaTauri.

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"Quando siamo arrivati qui non ci aspettavamo di battere Red Bull, perciò il risultato della qualifica è giunto a sorpresa. Probabilmente loro hanno fatto un passo indietro e noi uno in avanti, però la differenza di passo si è vista tutta in gara. 

La possibilità di vincere non è mai stata sul tavolo per noi, per questo prendere il secondo posto è come aver vinto il secondo posto", ammette Toto.

Brasile pro-Red Bull

C'erano gli anni in cui la tappa di Interlagos era, per Mercedes, già un provare soluzioni tecniche in vista dell'anno seguente. Oggi è un passaggio assolutamente critico, come prevedibile. Affrontarlo da un parziale di meno 19 punti, inutile negarlo, è una condizione di profondo svantaggio. 

"Lasciamo Città del Messico, il circuito probabilmente considerato come uno dei peggiori per noi. Andiamo in Brasile che, in passato, non è stato un appuntamento migliore, però crediamo di poter avere una macchina solida, più vicina a Red Bull di quanto non lo sia stato qui. 

Sono realista ma amo le corse perché può accadere di tutto. Nessuno tra noi lascerà questa pista con la mentalità di un titolo che ci sta sfuggendo. Restano quattro gare da correre, ci sono quattro vittorie da cogliere, quattro ritiri da soffrire, continueremo a lottare. 

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Sappiamo di avere un grande team, la macchina è stata straordinariamente buona in Turchia e abbiamo tutto ciò che serve per vincere. Quando guardi alle probabilità lasciate dalla matematica, preferirei essere 19 punti avanti anziché dietro, ma è così".

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