Honda motorista Aston Martin in esclusiva, è ufficiale

Honda motorista Aston Martin in esclusiva, è ufficiale

L'impegno Honda dal 2026 con Aston Martin apre una nuova fase per la squadra inglese e per il motorista. I temi della sostenibilità e della rilevanza della parte elettrica della PU giustificano il "ritorno"

Fabiano Polimeni

24 maggio

Sarà un accordo in esclusiva, nessun altro team avrà la power unit Honda dal 2026 al di fuori di Aston Martin. L'annuncio dell'impegno Honda in Formula 1, in prima persona e in forma completa, traccia nei fatti l'insolito scenario di un motorista che, dopo aver annunciato il ritiro, tornerà sulla scena senza di fatto soluzione di continuità. Da fornitore Red Bull, che utilizzerà la power unit Honda fino al 2025, ad Aston Martin. 

È cambiato lo scenario interno all'azienda nipponica tra l'annuncio del disimpegno Honda nel 2021 e il desiderio di tornare a far parte di un campionato che ha imboccato la via di power unit con una rilevanza massima della componente elettrica. 

La F1 "elettrica" è un impegno giustificabile

Nell'elettrificazione, nei piani di "sostenibilità" che si è dato lo sport si trovano gli appigli per giustificare l'impegno sportivo di fronte al CdA. 

"Una delle ragioni chiave della nostra decisione di affrontare la nuova sfida in Formula 1 è il desiderio del campionato motoristico più importante al mondo di diventare una serie sostenibile. È un obiettivo in linea con la direzione di neutralità carboniosa nella quale punta Honda e diventerà la piattaforma che faciliterà lo sviluppo delle nostre tecnologie di elettrificazione", commenta l'a.d. Honda Toshihiro Mibe.

Le regole 2026 definite anche da Honda

Honda è sempre stata parte in causa nelle discussioni condotte tra FIA, motoristi attuali e potenziali (Audi), FOM, intorno alle future power unit. Quando si discuteva di abolizione del MGU-H per favorire i nuovi protagonisti, quando si discuteva delle concessioni al tempo e risorse destinabili allo sviluppo da riconoscere ai nuovi attori, Honda c'era.

Red Bull ha scelto una via sostanzialmente diversa, con la divisione Powertrains avrà il supporto Ford ma sarà sostanzialmente un impegno in prima persona nella realizzazione della power unit. Le condizioni proposte a Honda, di partenariato che non diluisse la rilevanza dell'impegno RBPT, hanno portato alla separazione delle strade. 

Aston Martin passerà dalla fornitura Mercedes di power unit, cambio, sospensione a un progetto ad altissima integrazione, potendo contare sul rapporto di fornitura in esclusiva di Honda.

Gli aspetti cruciali di una PU vincente

"Honda è una realtà la cui storia è fatta di crescita passando da sfide e vittorie in gare di livello mondiale. Con i regolamenti 2026 l'elemento cruciale per vincere sarà un motore elettrico compatto, leggero e ad alta potenza, con una batteria ad alte prestazioni, in grado di gestire elevate e rapide erogazioni di potenza, come anche la tecnologia di gestione energetica", prosegue Mibe.

Le condizioni dell'impegno della casa nipponica sono diversissime dal ritorno in Formula 1 con McLaren, all'alba dell'era turbo ibrida. Le difficoltà nell'interpretare il regolamento sono state un duro colpo all'immagine Honda, prima che guadagnasse competitività e successi con il passaggio a partner di Red Bull. 

Dalle corse al prodotto di serie

"Crediamo che le tecnologie e le competenze guadagnate da questa nuova sfida possano, potenzialmente, essere applicate direttamente alla nostra futura produzione di veicoli elettrici di massa - come il modello sportivo elettrico di bandiera - e le tecnologie di elettrificazione in vari settori, compreso l'eVTOL (un velivolo elettrico a decollo e atterraggio in verticale; ndr) che è attualmente oggetto di ricerca e sviluppo", è quel necessario appiglio dell'impegno sportivo agli scenari industriali e di elettrificazione del mercato auto, specialmente in Europa e negli USA.

"Honda ha il massimo rispetto per la FIA, che ha assunto una decisione coraggiosa di introdurre questi nuovi regolamenti sfidanti per garantire la sostenibilità delle attività di gara e dell'ambiente globale; massimo rispetto per Formula 1 Group, che ha incrementato il valore del marchio F1, garantendo la sua evoluzione nel campionato automobilistico più prestigioso al mondo".


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