GP Singapore: vince Perez, ma è sub judice; doppio podio Ferrari

GP Singapore: vince Perez, ma è sub judice; doppio podio Ferrari© Getty Images,

A Singapore gara pazza che vede Perez chiudere davanti a tutti, anche se Checo è atteso dai commissari; spera la Ferrari, che ha piazzato Leclerc 2° e Sainz 3°

2 ottobre 2022

Succede di tutto a Singapore, pista che vede Perez passare davanti a tutti sotto la bandiera a scacchi, ma è una vittoria momentaneamente congelata per l'investigazione di Checo da parte dei commissari. Spera la Ferrari, che potrebbe veder trasformare il suo doppio podio in una vittoria.

Checo passa Charles al via

Una partenza ritardata di 65 minuti, un tempo sufficiente alla pista per asciugarsi, almeno per permettere ai piloti di partire non con la full wet ma con l'intermedia. Il via, in condizioni di aderenza precaria, regala qualche sorpresa: bravissimo Perez a prendersi la testa della corsa bruciando Leclerc, e bravo pure Sainz, che scavalca Hamilton alla prima curva in maniera aggressiva. Male invece Verstappen al via, che pattina nei primi metri perdendo posizioni e chiudendo il primo giro in 12° posizione (scattava 8°), l'esatto contrario di Vettel, 13° al via ma 8° al termine del primo passaggio. Comunque è Max che nei primi giri infila qualche sorpasso, passando subito Magnussen (poi costretto ad una sosta obligatoria per via dell'ala anteriore danneggiata), Stroll e Tsunoda.

Giro 8, prima safety car

In una pista che si asciuga molto lentamente, i piloti fanno fatica a trovare punti di sorpasso, ed infatti il duello tra Zhou e Latifi finisce male: i due si toccano ed entrambi sono costretti al ritiro, chiamando in causa la safety car, costretta ad uscire per la posizione pericolosa dell'Alfa Romeo (Latifi invece riesce a tornare ai box, ma la vettura è troppo danneggiata per riprendere).

 

La ripartenza avviene all'11° dei 61 giri in programma, e vede nuovamente salire in cattedra Verstappen, che porta a casa due gran sorpassi su Vettel e Gasly nel corso della stessa tornata, salendo in settima posizione.

Alonso va ko

Dopo i sorpassi a Seb e Pierre Verstappen si trova negli scarichi di Alonso, e spende dietro di lui parecchi giri senza riuscire a passare. Purtroppo per Fernando, arriva il modo peggiore di festeggiare il GP numero 350 della carriera, dato che un problema al motore lo mette ko. Via libera per Verstappen, che passa così al 6° posto, mentre nelle retrovie un errore di Tsunoda costa al nipponico le posizioni su Stroll, Ricciardo e Schumacher. Lo stop di Fernando impone qualche istante di virtual safety car, ed in questo frangente la Mercedes gioca il jolly con Russell, montando all'inglese, 16° in quel momento, la gomma slick di mescola media.

Purtroppo per George, il primo giro su slick è tremendamente difficile: circa 11"5 persi rispetto a Verstappen, il più veloce nel passaggio immediatamente successivo alla VSC.

 

Albon a muro, problemi per Ocon

Un'altra virtual safety car arriva al 26° giro, quando Albon va a sbattere lasciando l'ala anteriore in pista. Anche per la seconda Williams, la domenica finisce. In questa situazione, nessuno azzarda una sosta per mettere le gomme da asciutto. Tempo di far tornare la bandiera verde che la direzione gara deve nuovamente esporre il regime di virtual safety car a causa dello stop di Ocon, fermato come Alonso da un problema tecnico. 

Sbagliano anche Lewis e Tsunoda!

Al 33° giro arriva l'inaspettato errore di Hamilton, che sbatte con l'ala anteriore, ma riesce a ripartire: passa Norris, non Verstappen, che si lamenta delle scintille che fa l'ala danneggiata di Lewis. Siamo negli istanti in cui Russell con gomma slick, inizia ad andare forte, e questo a cascata provoca il pit-stop anche di tutti gli altri: il primo è Gasly, poi tocca a Leclerc al passaggio successivo, quindi anche Hamilton, Perez, Sainz, Verstappen e tutti gli altri. In un momento caotico, Tsunoda va a muro (gomme slick già messe) e provoca l'ingresso della safety car, cosa che rimescola ulteriormente le carte.

Max che rischio!

Quando la classifica viene nuovamente congelata, Perez guida la corsa davanti a Leclerc, Sainz, Norris, Verstappen, Ricciardo, Stroll, Vettel, Hamilton, Gasly, Schumacher, Bottas, Magnussen e Russell: solo Ricciardo e Bottas su soft, tutti gli altri su gomma media. Si riparte con ancora 35 minuti di gara (a quel punto è evidente che non verranno completati i 61 giri previsti, perché si supererebbero le due ore di gara), ed il colpo di scena è quello che vede protagonista Verstappen: Max tenta il sorpasso in curva 7 su Norris, ma passa su una striscia d'acqua umida e blocca le gomme, finendo dritto; perde due posizioni ma gli spiattellamenti impongono al numero 1 un pit-stop, così l'olandese si ritrova in 14° posizione, la quale diventa subito 12° per il contatto tra Russell e Schumacher. 

Charles ci prova

La corsa continua dunque ad essere un affare tra Perez e Leclerc, incollati per tutta la gara: a complicare la domenica di Checo problemi di guidabilità al suo motore, cosa che permette a Leclerc di essere molto minaccioso alle spalle della Red Bull, aiutato anche dall'attivazione del Drs da parte della direzione di gara. I minuti dunque passano con la sagoma di Charles a dare fastidio a Perez, che in due occasioni arriva al bloccaggio pur mantenendo la traiettoria di gara. Contemporaneamente, Verstappen prova a recuperare riducendo il distacco dal gruppo, ed una volta tornare in bagarre passa Magnussen, Bottas e Gasly.

Vince Perez, ma col giallo

Gli ultimi minuti di corsa vedono Perez a spingere nel tentativo di mettere tra sé e Leclerc almeno 5", penalità minima dal momento che Checo risulta investigato per condotta irregolare in regime di safety car (troppa distanza tra la sua macchina e quella di sicurezza). Sul traguardo Checo transita con 7"595 di vantaggio, chiudendo davanti a Leclerc e Sainz. Quarto posto per Norris seguito da Ricciardo, Stroll, Verstappen, Vettel, Verstappen, Hamilton (un lungo di Lewis nei chilometri finali consegna la posizione a Max, bravo poi a passare anche Seb) e Gasly.

 

L'ordine d'arrivo


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