Red Bull, quello che non ha funzionato: "A Singapore noi quelli fuori forma"

Red Bull, quello che non ha funzionato: "A Singapore noi quelli fuori forma"© Pirelli

L'inattesa portata della sconfitta Red Bull fa scalpore, in un campionato dominato con merito. E' una battuta d'arresto legata alle caratteristiche della pista? Il GP del Giappone darà le risposte

Fabiano Polimeni

18 settembre

Episodio, classico "incidente di percorso", o qualcosa in più? Il risultato del week end a Singapore, l'arretramento nelle prestazioni sofferto da Red Bull, fa scalpore. Quella che poteva essere una pista non esattamente tra le più favorevoli per la RB19 si è rivelata una debacle inattesa nella portata. Le prescrizioni in materia di flessibilità del fondo possono aver creato una condizione tecnica tanto sfavorevole a Red Bull? 

Alle porte c'è Suzuka, un circuito le cui caratteristiche sono fatte su misura delle capacità tecniche della RB19. Ecco, le risposte che darà il prossimo week end saranno illuminanti sul cosa non ha funzionato a Singapore. Episodio o qualcosa di più profondo, legato a quella direttiva tecnica 18 che tanto ha impattato già a metà stagione 2022.

Insegnamenti utili per la RB del 2024

"Penso che le simulazioni alla vigilia del week end non ci abbiano guidati alla giusta conclusione e a quel punto ti trovi a doverti districare in qualche modo. Siamo finiti nella finestra sbagliata e questo ha svelato alcuni dei punti deboli della macchina", spiega Christian Horner. "È stata, in realtà, una lezione decisamente utile per il prossimo anno, perché ci dà un'utilissima visione su certe cose che speriamo di risolvere con la RB20.

Abbiamo capito molto di più in gara e il ritmo è tornato molto più vicino a quanto ci aspettavamo".

Preparativi da dimenticare e strategia rovinata

Un tempo, Red Bull a Marina Bay trovava il proprio giardino di casa, con le gare dominate da Vettel e lo sfruttamento massimo degli scarichi soffiati. Eccezion fatta per la vittoria del 2022, dal 2014 è stata una pista ostica per il team inglese.

"Sapevamo, arrivando a Singapore, che avremmo avuto una lotta ravvicinata. Ci ha colti però un po' di sorpresa quanto fossimo distanti al venerdì. Semplicemente non eravamo nella giusta finestra operativa della macchina, specialmente sul giro singolo. Quando non la trovi, senti le gomme essere terribili e non c'è niente che funzioni. In gara credo abbiamo dato una buona svolta, specialmente l'ultimo stint di Max è stato molto, molto forte", ancora Horner. 

Avrebbe avuto bisogno anche di un altro scenario tattico, Red Bull, per sfruttare il via su gomme dure. Una safety car o una virtual in una fase successiva della corsa, non al giro 20: "Il giro in cui è entrata la Safety Car è stato, strategicamente, il peggiore per la tattica su cui eravamo. Ha dato alle altre macchine un pit-stop gratuito, noi abbiamo guadagnato posizioni in pista ma alla ripartenza avevamo gomme molto difficili da scaldare, avendole usate per più di 20 giri.

Tutto sommato, il recupero che abbiamo prodotto e il ritmo nell'ultima parte di gara è stato competitivo".

Suzuka per ristabilire le gerarchie

Così, Singapore ferma la serie positiva di 15 vittorie consecutive da parte di Red Bull e 10 (record) per Verstappen. Diventa il GP che ostacola il tentativo di vincere tutte le gare in questa stagione.

Episodio o qualcosa in più, lo scopriremo a Suzuka. "Guardando agli ultimi 18 mesi, questa è stata tra le gare più insidiose per noi, di certo lo sono state le giornate di venerdì e sabato. Speriamo di poter essere competitivi in Giappone, su una tracciatura completamente diversa. Vedremo se si tratta di una cosa specifica del circuito. Vedremo se ci sarà stato un importante salto, se le Ferrari saranno improvvisamente prima e seconda in Giappone.

Quest'anno abbiamo assistito a così tante variazioni, noi siamo stati quelli costanti e in questo week end quelli leggermente fuori forma".


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