L'uomo che riesce sempre a sorprenderci, il campione che riesce sempre a superare i propri limiti e quelli della sua monoposto. Con un Lewis Hamilton così è impossibile immaginare una Formula 1 "lenta e noiosa". Mostruoso e stratosferico anche nelle qualifiche del Gp di Gran Bretagna, la sua gara, il suo tracciato preferito seppur questa volta senza tifosi sugli spalti pronto ad acclamarlo e venerarlo come una rockstar.

Il record di pole position numero 91 in carriera, la terza consecutiva in questa stagione e la 7a casalinga, primato che sorprassa addirittura quello delle 6 conquistate da Ayrton Senna nel Gp del Brasile. E infine il nuovo record per il giro più veloce sul tracciato di Silverstone con il tempo di 1'24"303.

Senza contare che dopo 30 anni la media di questa pole position supera di nuovo i 250 km/h, una velocità incredibile che non succedeva dal 1990 con quei 255,192 km/h di media toccati da Mansell. Signori e signori, tifosi e amanti del motorsport, questo è solo l'antipasto del quarto appuntamento di questo Mondiale 2020 che Lewis Hamilton si appresta a correre domani. 

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La perfezione oltre il testacoda 

 “Alla fine c’è un grosso distacco tra noi e il terzo posto però non importa - ha detto l'inglese della Mercedes -. C’è Valtteri che mi spinge fino al limite e fino all’ultimo giro. Ha fatto un lavoro fantastico in questo weekend. Io ho apportato qualche cambiamento prima della qualifica ma ho peggiorato la situazione quindi ho faticato tantissimo in pista.

Silverstone è fantastica però bisogna affrontare le varie folate di vento a volte in faccia, a volte in coda, ti cambia tutto nel corso di un giro e l’altro. Bisogna cercare di gestire tutto bene raggiungendo il top della velocità.

Il testacoda e la bandiera rossa? Si, mi sono girato ad un certo punto e nelle qualifiche si sa, devi costruire la fiducia giro dopo giro e quando ho fatto il testacoda è perché faticavo nel primo settore di ogni giro. Non so come ma ho dopo ho cercato di respirare profondo, ritrovare calma e compostezza.

Il Q3 è iniziato nel modo giusto, col primo giro perfetto e comunque pulito. Poi il secondo è stato ancora meglio. E' un risultato che per me non diventa mai scontato o troppo vecchio".

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Il Re senza il suo popolo sugli spalti

Domani sarà comunque un gara strana per Lewis, senza poter gasarsi con l'amore dei suoi tifosi e dell'Union Jack sventolante dagli spalti: "Onestamente sarebbe stato bello vederli tutti qui. Normalmente ci sono le bandiere, le sirene, il fumo e l’atmosfera è in fermento in tutto il circuito. Sali in macchina e appena esci c’è un’energia diversa, è un qualcosa che decisamente mi mancherà. Spero siano contenti per quello che ho fatto.

Devo ringraziare tantissimo il team, i ragazzi che lavorano in fabbrica, che non è lontano da qui, perché lavorano costantemente e instancabilemente per spingere in avanti con gli sviluppi. Sono fiero di fare parte di tutto ciò”.