Hamilton: "Non sono a mio agio qui. Il mondiale? Lotto più sereno che mai"

Hamilton: "Non sono a mio agio qui. Il mondiale? Lotto più sereno che mai"© Getty Images

Lewis parla apertamente della questione diritti umani in Arabia Saudita, si espone parlando della condizione della comunità LGBTQ+ e dell'applicazione di certe aperture recenti come il diritto per le donne alla guida. A margine del giovedì, l'elemento sportivo

Fabiano Polimeni

2 dicembre

Lo dice a chiare lettere, Lewis Hamilton: allusioni di irregolarità tecnica, sul mondiale, sono inaccettabili. A Jeddah, in apertura del week end del GP d'Arabia, parla dopo aver sottolineato quanto la sfida con Max Verstappen debba restare nel perimetro della una correttezza in pista tra i due protagonisti.

Sullo sfondo c'è la tecnica, le polemiche tra Mercedes e Red Bull, le accuse in particolare sulla flessibilità dell'ala posteriore sulla W12, mosse dal team di Milton Keynes. Lewis rimanda al mittente i sospetti e rivela: "Ho chiamato James Allison e Mike Elliott chiedendogli di sapere tutto su questi componenti (l'ala posteriore; ndr). Mi hanno spiegato quali test di sforzo siano stati effettuati, nel dettaglio. Non mi piace quando vengono fatte certe accuse".

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Jeddah dovrebbe essere un tracciato favorevole a Mercedes per l'elevata velocità media sul giro, per gli allunghi e l'impegno che richiedono alla power unit. È tuttavia un'incognita assoluta, la scoperta della "vera" Jeddah avverrà solo venerdì, al di là delle simulazioni che è stato possibile condurre in fabbrica.

"La pista sembra essere piuttosto polverosa e non sappiamo quale sarà il livello di aderenza. In termini di asfalto direi che non sembra molto diverso da Silverstone, per dirne una. Scopriremo qual è la situazione nel corso delle libere di venerdì, restano molti punti interrogativi. Su tante piste abbiamo scansioni perfette al simulatore, su questa è stato diverso perché è un circuito appena ultimato".

Serenità assoluta

Hamilton contro Verstappen è stata una sfida come da molto tempo non si apprezzava in pista. Lewis corre per infrangere un altro primato e ammette di affrontare la cosa con una serenità mai tale in passato. "È diverso oggi, è nuovamente una sfida tra due squadre. Sono più rilassato che mai, corro da un pezzo in F1 e ricordo quanto furono stressanti le prime lotte per il titolo e come furono snervanti anche gli anni successivi. Oggi ho molta più fiducia e so meglio ciò di cui sono capace. 

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Nessun team ha vinto 8 mondiali di fila, perciò è qualcosa di nuovo. Se riuscissi a vincere l'ottavo mondiale quest'anno, nessuno ci è mai riuscito, sarebbe molto appagante. Non solo perché è contro Max ma anche siamo riusciti a esprimere uno favoloso mondiale con la pandemia sullo sfondo".

Sfida intensa

È reduce dai successi in Brasile e in Qatar, in Arabia Saudita avrà di nuovo il motore termico più fresco e potente, introdotto a Interlagos. Un momento cruciale, a dire di Toto Wolff, la gara in Brasile: le avversità hanno svegliato il leone Lewis. Ride, il diretto interessato e commenta: "Penso d'aver ottenuto buone prestazioni per tutto l'anno, può darsi che in Brasile sia stato particolarmente spronato. 

Continuo anche a imparare, in generale, come pilota  Non solo io ma tutto il team. Questa è una delle lotte più intense che abbia vissuto la Formula 1 ed è molto sfidante anche per me personalmente".

Diritti, molto da fare in Arabia

Nel giovedì del GP d'Arabia, nel paddock è arrivato comunicando anzitutto con gli abiti. La Formula 1 approda in una realtà accusata di voler ripulire la propria immagine internazionale attraverso grandi eventi, di sport come progetti di transizione energetica.

© Getty Images

Le statistiche internazionali, in materia di rispetto dei diritti umani e delle libertà, collocano l'Arabia tra i paesi più oppressivi. In questo contesto, Lewis ha sfoggiato un look tra colombe di pace stampate sui pantaloni e una canotta con mani che si sollevano. Il commento sul tema dei diritti in Arabia non è mancato: Come ho detto all'ultima gara, sento che la F1 e noi siamo obbligati a provare a sollevare una consapevolezza su certi problemi che abbiamo visto, in particolare sui diritti umani in questi paesi che visitiamo. Con il massimo rispetto delle persone qui, finora ho ricevuto un caloroso benvenuto da tutti.

Non posso pretendere però di avere le conoscenze più dettagliate né la comprensione di ciò che accade rispetto a qualcuno che ci è cresciuto in questa comunità, pesantemente affetta da certe regole e dal regime.

Se mi sento a mio agio qui? Non direi. Non è una mia scelta quella di essere qui, lo sport ha preso questa decisione.  Che sia giusta o errata, sento che è importante provare a sollevare consapevolezza.

Se chiunque volesse prendersi del tempo e leggere qual è la legislazione relativa alla comunità LGBTQ+, è piuttosto terrificante. Servono dei cambiamenti. Quei cambiamenti, ad esempio, su come sono rispettate le norme sul diritto delle donne a guidare, dal 2018. Sono davvero effettive, perché ci sono donne ancora in prigione per aver guidato un'auto molti, molti anni fa?"

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