Un successo in termini di audience, qualcosa da rivedere invece sul piano tecnico. Ma comunque, è stata per certi versi una grande festa: tanti protagonisti e 200 piloti al via per la 24 Ore di Le Mans virtuale, l'evento più grande mai provato nel mondo degli Esports a quattro ruote. La vittoria è andata alla Rebellion-Williams numero 1 dell'equipaggio composto da Raffaele Marciello, Louis Deletraz, Kuba Brzezinski e Nikodem Wisniewski.

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Marciello al top

I quattro hanno condotto al successo la loro Oreca 07 con 371 giri all'attivo, chiudendo davanti alla Bykolles-Burst Esports numero 4 ed alla vettura gemella della Rebellion Williams. Per Raffaele Marciello, ex pilota dell'Academy Ferrari, una bella soddisfazione dopo una preparazione ed un allenamento comunque intenso in vista della corsa.

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Ferrari male, tra le Gt svetta la Porsche

Ci teneva a far bene il Cavallino, che aveva preparato anche una squadra ufficiale: nella categoria Gt una macchina era stata affidata a Leclerc, Giovazzi ed ai sim-driver ufficiali della squadra esports David Tonizza ed Enzo Bonito. Purtroppo per loro, le cose non sono andate bene: un bug mentre era alla guida Giovinazzi ha precluso ogni speranza all'equipaggio che si trovava in un'ottima seconda posizione, provocando il "blocco" della macchina che si è ribaltata. Alla fine i quattro non sono riusciti ad andare oltre la 18° posizione. L'altra 488 GTE virtuale, guidata da Molina, Laurito, Leo e Zwiers ha chiuso al 7° posto. Senza le due Ferrari di mezzo, il successo nella categoria GTE è andato alla Porsche di Nick Tandy, Ayhancan Guven, Tomme Ostgaard e Joshua Rogers.

 

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Tanti problemi

La 24 Ore ha avuto un'ottima copertura televisiva, ma non sono mancati svariati problemi di natura informatica. Oltre a quelli di connessione patiti da Giovinazzi, la corsa ha dovuto addirittura fermarsi alle 11 di domenica mattina, riuscendo a ripartire dopo oltre due ore. In questo frangente, sono tornati in corsa Fernando Alonso e Rubens Barrichello, colpiti anche loro in avvio da alcuni problemi sulla piattaforma rFactor 2. Stessa sorte di Max Verstappen e Lando Norris, ko nella categoria prototipi mentre erano in testa per guai di natura informatica. Insomma, l'idea sulla carta è stata affascinante, nella pratica urge qualche miglioramente per un'eventuale seconda edizione.

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