Chiuso il capitolo Formula 1 con lo spaventoso incidente di Sakhir, Romain Grosjean si appresta a vivere un nuovo capitolo della sua carriera. In questo fine settimana debutterà nel campionato IndyCar, nel primo appuntamento stagionale in Alabama, al Barber Motorsports Park. 

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2014, che rimpianto

Prima di pensare definitivamente alla Indycar, Grosjean ha avuto modo di ripercorrere le tappe essenziali del suo cammino in F1 con la testata RaceFans: "Sono felice di quel che ho fatto in F1, non puoi rimanere dieci anni in Formula 1 e non esserne contento. Ho il rimpianto di non aver mai avuto una macchina per vincere gare e campionati? Sì. Dipendeva da me? Probabilmente un po sì, ma per un altro verso probabilmente no".


Il vero rimpianto è stata la stagione 2014: dopo un ottimo 2013 (la sua miglior stagione in F1 nonostante un inizio difficile, con ben sei podi ottenuti sui dieci totali della carriera), Romain si aspettava di ritrovare una Lotus forte, ed invece la E22 (quella con il muso asimmetrico) fu un disastro: "Venivamo da un finale di stagione 2013 molto forte, ma il team si trovava in una situazione finanziaria difficile. Nel frattempo è arrivato il nuovo regolamento ed è stato difficile. Quando sali così in alto e poi ti ritrovi ad avere la peggior macchina in griglia, è complicato poi ottenere un buon sedile".

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Lotta alla pari con gli altri

Quel che è passato ormai è passato, ora Romain guarda alla nuova avventura in Indycar: "Penso che sia una grande serie in cui ci sono grandi piloti, un grande livello e gare stupende. Più o meno puoi correre in condizioni di parità con gli altri. La Formula 1 è meravigliosa, grandiosa, però potrei puntare già dei soldi sul fatto che Lewis Hamilton quest'anno sarà otto volte campione del mondo. Mi sono davvero goduto il tempo trascorso in F1, ho avuto una grande carriera. Ma stavo facendo l'ultima cosa che avrei voluto fare, lottare con la Haas per superare la Q1 quando tutto andava bene era qualcosa di cui ne avevo abbastanza. Non è stato davvero divertente. L'ultima volta che ho avuto davvero le stesse possibilità degli altri è stato nel 2011 in GP2. Sono stato vicino a vincere un paio di volte in Formula 1, ma correvo con Raikkonen nell'era in cui Vettel ha dominato. Ci sono andato vicino poche volte, ma non per tutte le gare".

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Il futuro non è ancora deciso

In America, Grosjean non ha fatto programmi a lungo termine. Quest'anno non correrà sugli ovali, disputando 13 prove su 17, anche se avrebbe la curiosità di cimentarsi nell'appuntamento di agosto, nell'ultimo ovale della stagione. Detto questo, per adesso non ci sono idee sul prosieguo in IndyCar nel 2022: "Non ho una risposta sul futuro, posso solo dire quello che mi aspetto. Se il mio tempo negli Stati Uniti sarà positivo, se farò un buon lavoro, se capirò che questo è quello che voglio fare, se mi renderò conto che posso essere competitivo e fare il mio lavoro correttamente, allora resterò sicuramente. Questa per me è una sfida sotto molti punti di vista. È una nuova categoria, devo viaggiare molto perché la mia famiglia è in Europa. A volte passerò forse un mese senza vederli, il che è piuttosto difficile quando sei padre, ma sono pronto a provare. Come ho detto, se tutto andrà bene, se mi divertirò molto ed avrò grandi opportunità in futuro qui, allora sarei più che felice di portare la famiglia qui per qualche anno. Ho 35 anni, posso correre per ancora un po' di tempo".